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Pensione minima 619 euro al mese, a chi spetta e quali sono i requisiti per il 2026

L'importo della pensione minima è variato nel tempo per effetto del maggior costo della vita e della rivalutazione conseguente

Pensione minima 619 euro al mese, a chi spetta e quali sono i requisiti per il 2026
Inps - (foto Pixabay)

Ecco a chi spetta la pensione minima nel 2026 e quali sono i requisiti

Uno dei trattamenti previdenziali che è stato introdotto per aiutare coloro che non hanno maturato i requisiti per percepire la normale pensione, è la pensione minima. Un trattamento che nel 2026 ha raggiunto l’importo di 619,80 euro al mese, per tredici mensilità e che viene erogata a circa 2,2 milioni di pensionati italiani. Si tratta dell’importo minimo che l’Inps corrisponde anche a quei pensionati che non hanno maturato un assegno commisurato a tale importo. La normativa in vigore, infatti, garantisce una integrazione del reddito fino al raggiungimento della soglia minima.

Cosa prevede l’attuale sistema

L’attuale sistema previdenziale infatti prevede che ogni contribuente che non abbia maturato la soglia minima con i calcoli tradizionali abbia in ogni caso diritto di percepire l’importo di 619,80 euro mensili in presenza dei requisiti per l’ottenimento della pensione di reversibilità o di una pensione di vecchiaia. Il requisito richiesto per poter accedere alla prestazione è il compimento dei 67 anni di età, il versamento di 20 anni di contributi o il compimento dei 71 anni e l’accumulo di almeno 5 anni di contributi.

Come viene calcolato l’importo

L’importo della pensione minima è variato nel tempo per effetto del maggior costo della vita e della rivalutazione conseguente. Annualmente, infatti, l’Istat rende noto il tasso di inlfazione registrato l’anno precedente sui prodotti contenuti nel cosiddetto “paniere” che include tutti i beni e i servizi di largo consumo. Gli aumenti delle pensioni minime si basano proprio su questo parametro per l’anno successivo. L’ultima legge di Bilancio, inoltre, ha previsto lo stanziamento di ulteriori risorse per rendere più pingue l’assegno minimo che per il 2026 ha raggiunto la cifra di 619 euro circa con un aumento di circa 8 euro rispetto all’anno precedente.

Le rivalutazioni

Nello scorso anno l’aumento per l’inflazione si è attestato all’1,4%. La rivalutazione degli assegni al costo della vita non riguarda solo le pensioni minime ma si estende anche ad altre prestazioni previdenziali erogate dall’Inps. Le rivalutazioni degli assegni pensionistici non sono tutte uguali, ma dipendono dall’importo dell’assegno percepito. Per le pensioni di importo pari o inferiore a 4 volte il trattamento minimo, la rivalutazione è al 100% del tasso di inflazione. Per le pensioni di importo tra quattro e cinque volte il trattamento minimo, la rivalutazione si attesta al 90% del tasso di inflazione, mentre per i trattamenti di importo superiore la rivalutazione è pari al 75% del tasso di inflazione.

Marco Antonio Tringali

Marco Antonio Tringali

Coltivo da anni la passione per la scrittura e per i social network. La ricerca della verità, purchè animata da onestà intellettuale, è una delle mie sfide. Scrivo da diversi anni per importanti siti di informazione che mi danno l'opportunità di dare sfogo alla mia passione innata per il giornalismo.

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