Chi ha presentato in ritardo il modello 730 si vedrà addebitati eventuali debiti fiscali: ecco chi rischia
La pensione di ottobre 2026 potrebbe risultare più bassa del previsto ma solo per una determinata categoria di pensionati. Stiamo parlando di quei pensionati che hanno presentato il modello 730 dopo il mese di giugno e che potrebbero dover pagare i propri debiti fiscali con trattenute sulla pensione. In linea generale questo debito viene diviso in diverse rate entro l’anno solare in cui viene presentata la dichiarazione. Essendo sempre più esiguo il tempo che rimane, anche la rateizzazione sarà più complicata per questi contribuenti.
Chi riceverà addebiti da parte del fisco
La pensione sarà più bassa per coloro che risultano a debito in seguito al conguaglio del 730. Dopo la presentazione della dichiarazione dei redditi, infatti, l’Agenzia delle Entrate trasmette all’INPS il dato contabile della dichiarazione. A questo punto l’Inps si attiverà per chiedere il rimborso e iniziare la fase di recupero delle imposte direttamente alla fonte. La rateizzazione di tale debito è possibile solo se rimane un numero sufficiente di mensilità per completare il recupero.
Dove consultare il cedolino
Sul cedolino di ottobre che è già disponibile online, è possibile verificare se sono stati addebitati degli importi. Basta accedere su MyINPS e cliccare sul servizio “Assistenza fiscale (730/4): servizi al cittadino”, disponibile anche nell’app INPS Mobile. Su questa pagina vengono indicati chiaramente i crediti (o i debiti fiscali) risultanti dal modello 730 presentato, oltre alle trattenute applicate ed eventuali rimborsi nel caso di conguaglio a credito.
L’acconto Irpef
Dal 730 possono emergere importi da pagare come secondo o unico acconto IRPEF per il 2026. Si tratta di una somma che non può essere rateizzata e che viene addebitata nel cedolino del mese di novembre. Nel caso in cui il pensionato pensasse che il proprio reddito per il 2026 sarà più basso rispetto a quello preventivato per il calcolo, entro il 10 ottobre 2026 potrà chiedere una riduzione dell’acconto o l’annullamento totale utilizzando l’apposito servizio dedicato all’assistenza fiscale. Se successivamente l’importo da pagare dovesse essere superiore a quello preventivato, la somma verrà recuperata dal fisco applicando interessi e sanzioni.
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