Chi non ha contributi o non ha raggiunto i contributi minimi per la pensione, può accedere a una misura assistenziale
Chi non ha mai avuto un rapporto contributivo e quindi non ha mai versato un contributo, non può di certo sperare di poter percepire una pensione. Per questa categoria di soggetti che non hanno mai lavorato (almeno dal punto di vista ufficiale), oppure hanno lavorato solo in nero o non hanno avuto la fortuna di avere un’occupazione stabile, l’unica prestazione che possono percepire e che è prevista dalla normativa in vigore, è l’assegno sociale.
Cosa prevede la legge
L’assegno sociale rappresenta attualmente l’unica risposta che la legge può dare a chi non ha mai versato contributi o a coloro che hanno versato una quantità di contributi insufficiente per percepire una pensione. La legge prevede il versamento di almeno 20 anni di contributi per poter percepire la cosiddetta pensione di vecchiaia. Prevede inoltre il raggiungimento del requisito anagrafico che attualmente è di 67 anni di età. In alternativa, lo Stato prevede l’erogazione di un assegno mensile per coloro che non hanno versato il numero minimo di contributi richiesto per percepire la pensione ordinaria.
Come funziona l’assegno sociale
L’erogazione dell’assegno sociale non dipende dai versamenti ma dalla situazione economica e dalla residenza in Italia. Si tratta della forma pensionistica prevista per per coloro che non hanno mai lavorato, erogata dall’INPS. Si tratta di una prestazione riservata a chi vive in condizioni economiche complicate e ha raggiunto i 67 anni, anche in assenza totale di contributi previdenziali. La legge prevede che questa prestazione venga riconosciuta a chi ha un reddito personale minimo di € 6.947,33 se non coniugato e di € 13.894,66 se coniugato. Per l’anno 2025 l’assegno sociale è stato di importo pari a € 534,41 al mese per 13 mensilità.
I limiti dell’assegno sociale
A differenza delle normali forme pensionistiche, l’assegno sociale è strettamente legato alla figura del percettore, pertanto non si trasmette agli eredi in caso di morte del titolare della prestazione e non è prevista la reversibilità. L’assegno sociale spetta anche alle casalinghe che si sono sempre dedicate alla famiglia e non hanno mai lavorato. Questa categoria di persone può anche accedere ad una pensione autonoma versando i propri contributi al fondo casalinghe INPS. L’iscrizione a questo fondo è possibile solo fino all’età di 65 anni. E’ richiesto un versamento minimo di 310 euro l’anno per avere una pensione minima di 25,82 euro al mese per 5 anni.
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