La recente sentenza del Tribunale di Siena ha ribaltato tutto: ecco perchè sarà più facile raggiungere il requisito contributivo
Se fino ad oggi la contribuzione figurativa è stata tassativamente esclusa dal computo dei contributi versati per conseguire il diritto alla pensione anticipata, una recente sentenza emessa dal tribunale di Siena potrebbe aver ribaltato definitivamente questo impedimento. Fino ad oggi l’INPS non ha mai considerato valide alcune tipologie di contributi ai fini del diritto alla pensione anticipata. La sentenza emessa dai giudici di Siena ha, in sostanza, accolto il ricorso di un contribuente contro l’INPS proprio sulla questione della contribuzione figurativa, ritenendo che questi contributi debbano essere inclusi nel calcolo.
Gli effetti della sentenza
Si tratta di una sentenza destinata a causare un vero e proprio terremoto nel sistema previdenziale italiano, perché potrebbe aprire le porte alla pensione a molti contribuenti che finora erano stati esclusi. In realtà i contribuenti che potrebbero trarre beneficio da questa sentenza sono circoscritti e poco numerosi. Ma rimane il principio che la contribuzione figurativa debba essere inclusa, come già previsto, anche in altre sentenze che erano state emesse da altre corti nel 2025.
Il ricorso
La querelle, in realtà, trae origine da un’interpretazione controversa della riforma Fornero che disciplina la pensione ordinaria. L’attuale sistema prevede il versamento di almeno 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne per andare in pensione. La sentenza scaturisce da un ricorso a tutela di un contribuente che è stato promosso dal patronato INCA-CGIL a tutela di un proprio assistito al quale era stata negata la pensione escludendo dal computo i contributi figurativi.
Cosa ha stabilito la sentenza
Con la sentenza i giudici senesi hanno stabilito che, per il raggiungimento dei 35 anni di contributi effettivi richiesti dall’INPS, debbano essere inclusi anche i contributi figurativi. In passato anche la Corte di Cassazione aveva espresso lo stesso orientamento dei giudici senesi con alcune sentenze e svariate ordinanze. Secondo i giudici, infatti, la legge Fornero non conterrebbe specifiche indicazioni volte ad escludere la contribuzione figurativa dal calcolo complessivo. Pertanto nella contribuzione dovranno essere inclusi anche i periodi di disoccupazione, la malattia e l’infortunio.
A trarre vantaggio dalla sentenza emessa dal tribunale toscano saranno coloro che hanno già maturato i requisiti contributivi previsti dalla riforma Fornero e che potrebbero includere nel calcolo complessivo anche gli anni di contributi figurativi da Naspi, malattia o infortunio. Il consolidamento di questo orientamento potrebbe, nei prossimi anni, abbattere definitivamente ogni resistenza da parte dell’INPS e riconoscere le pensioni a chi ha maturato 35 anni di contributi effettivi comprensivi di contributi figurativi.
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