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Pensioni, cosa ci aspetta per il futuro secondo il presidente dell’Inps: bisogna preoccuparsi davvero?

Ecco cosa ha detto il presidente dell'Inps nel corso di una intervista sulle prospettive del sistema pensionistico italiano

Pensioni, cosa ci aspetta per il futuro secondo il presidente dell’Inps: bisogna preoccuparsi davvero?
Presidente Inps, Gabriele Fava

Il presidente dell’Inps ha usato parole rassicuranti sulla sostenibilità del sistema previdenziale, anche se pende ancora l’incognita della denatalità

Alla luce dei recenti sviluppi e delle nuove normative che rendono sempre più difficile raggiungere l’età pensionabile, è più che normale che si sia sviluppata negli ultimi anni una sempre maggiore preoccupazione sulle prospettive future degli italiani. Il rischio che l’età pensionabile possa ancora aumentare e che gli assegni che si andranno a percepire saranno ancora più bassi, è molto concreto.

L’intervista al presidente dell’Inps

Le carriere lavorative, sempre più discontinue e frammentate, rendono il percorso per raggiungere l’età pensionabile ancora più complicato anche alla luce dell’introduzione del sistema contributivo che lega l’importo degli assegni pensionistici ai contributi effettivamente versati. In un’intervista rilasciata agli organi di stampa, il presidente dell’INPS, Gabriele Fava, ha usato un tono rassicurante parlando di un quadro non così negativo come pensa la collettività, anche alla luce del fatto che gli ultimi bilanci dell’INPS non sono stati così disastrosi e anzi si sono chiusi con risultati positivi e con un aumento della contribuzione.

La piaga della denatalità

Secondo Fava, quel trend negativo durato per diversi anni, in realtà si è ormai invertito. Permangono tutti quei dubbi e quelle perplessità legate al sistema contributivo puro, che sarà quello che verrà applicato integralmente alle generazioni future. Per questa ragione il presidente dell’INPS ha raccomandato alle nuove generazioni di iniziare a versare i contributi il prima possibile e di cercare di costruire delle carriere lavorative meno frammentate e più stabili. Un altro dei nodi da sciogliere che rappresenta una piaga o addirittura una mannaia che pende sulla testa delle future generazioni, è la denatalita. Il rischio che si corre è quello che il numero dei lavoratori in futuro sia sempre più ridotto e che la quantità dei contributi versati possa contrarsi in modo significativo, mettendo in discussione la tenuta dei conti del nostro ente previdenziale.

Le tre leve su cui si baserà la sostenibilità del sistema previdenziale

Secondo il presidente dell’INPS, sarebbero sostanzialmente tre le leve sulle quali si poggerebbero le prospettive future del nostro sistema previdenziale. La prima leva è rappresentata dalla partecipazione al lavoro, fattore chiave per la sostenibilità del sistema. La seconda leva sarebbe rappresentata dalla continuità contributiva e quindi dalla necessità di garantirsi un’occupazione stabile e duratura. La terza leva è rappresentata dalla capacità del paese di sostenere le scelte di vita dei giovani, un elemento chiave sul quale si poggiano molte delle speranze di rendere il sistema pensionistico italiano sostenibile e credibile. Secondo Fava, solo se queste tre leve funzioneranno a dovere, avremo un sistema in grado di reggere e di garantire a tutti una pensione dignitosa.

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Marco Antonio Tringali

Coltivo da anni la passione per la scrittura e per i social network. La ricerca della verità, purchè animata da onestà intellettuale, è una delle mie sfide. Scrivo da diversi anni per importanti siti di informazione che mi danno l'opportunità di dare sfogo alla mia passione innata per il giornalismo.

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