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Riscaldamenti 2026-2027: ecco quando si possono accendere i termosifoni. Il calendario con tutte le date

Riscaldamenti 2026-2027: ecco il periodo in cui è possibile attivare i radiatori. Il programma con tutte le scadenze e quanto costerà riscaldare casa e come risparmiare.

Riscaldamenti 2026-2027: ecco quando si possono accendere i termosifoni. Il calendario con tutte le date
epa10134657 A central heating radiator dial at a home in London, Britain, 23 August 2022. Bills regulator Ofgem is set to announce the next energy price cap on 26 August and the rising energy prices is likely to push UK inflation further. Energy bills could hit nearly three times higher than last winter and half of UK households could be facing fuel poverty in the winter according to EDF energy company. EPA/TOLGA AKMEN

Riscaldamenti 2026-2027: in alcune zone sono già stati accesi

Sono già tornati in funzione i termosifoni e gli importi delle bollette potrebbero aumentare. Dal 15 ottobre 2026, è consentito riattivare i sistemi di riscaldamento in numerose città italiane, proprio mentre emergono nuove proiezioni poco ottimistiche: come riportato da Facile.it, il costo medio per riscaldare un’abitazione potrebbe arrivare a 1.016 euro per stagione, con un aumento del 26% rispetto all’anno precedente, mantenendo inviariati i consumi e tenendo conto delle attuali tariffe nel mercato libero a prezzo fisso. E’ importante tenere d’occhio il calendario: non tutti hanno la facoltà di accendere i termosifoni nella stessa giornata. Da Milano a Roma, passando per Napoli e le località montane, le date variano a seconda delle zona climatica di ciascun comune, come indicato dal Dpr 74/2013. Ecco cosa riporta skuola.net.

Quando si possono accendere i riscaldamenti

In Italia, il programma di attivazione del riscaldamento non è determinato dalle regioni, bensì da sei zone climatiche comunali, etichettate da A a F, come stabilito dal Dpr 74/2013. Di conseguenza, due comuni appartenenti alla stessa regione possono avere date di attivazione differenti, in base alla latitudine e alle condizioni climatiche locali. La zona E è stata la prima ad avviare l’accensione, che è partita dal 15 ottobre 2026 e che terminerà il 15 aprile 2027, permettendo un uso massimo di 14 ore al giorno, nelle fasce orarie comprese tra le 5 e le 23. Un’eccezione riguarda una parte dell’Emilia-Romagna: per l’inverno 2026-2027, l’amministrazione regionale ha stabilito di rinviare l’attivazione al 1° novembre 2026 per i comuni di Pianura Est, Pianura Ovest e per l’area di Bologna.

Roma, Napoli e Sardegna: le date delle grandi città

Nel territorio romano e in numerosi comuni laziali, facenti parte della zona D, il riscaldamento può essere attivato dal 1° novembre 2026 fino al 15 aprile 2027, per un massimo di 12 ore quotidiane. Nella zona C, comprendente città come Napoli, Bari, Lecce, Cagliari, Oristano e Sassari, l’accensione è permessa dal 15 novembre 2026 fino al 31 marzo 2027, limitata a 10 ore al giorno. Tra le città che hanno iniziato il 15 ottobre, nella zona E, ci sono Milano e Torino, dove il riscaldamento deve essere spento entro il 15 aprile 2027.

Le zone A, B e F: dai comuni più miti alle montagne

Nelle aree più calde del Paese, l’attivazione del riscaldamento viene posticipata ulteriormente. Nella zona A, che include comuni come Lampedusa, Linosa e Porto Empedocle, i riscaldamenti si attivano il primo dicembre fino al 15 marzo, per un massimo di 6 ore giornaliere: questo è il limite più basso di tutti. Per quanto riguarda la zona B, il periodo di attivazione va dal 1° dicembre fino al 31 marzo, con un massimo di 8 ore al giorno. La zona D, come osservato per Roma, si estende fino al 15 aprile con 12 ore di accensione, mentre la zona C termina il 31 marzo con un limite di 10 ore. Infine, esiste la zona F, che include le aree più fredde, dalle Alpi agli Appennini: qui non ci sono restrizioni né sul periodo né sulle ore di funzionamento, permettendo ai riscaldamenti di rimanere accesi tutto l’anno.

Quanto costerà riscaldare casa e come risparmiare

In base alle valutazioni fornite da Facile.it, attualmente con le tariffe bloccate del mercato libero, il costo medio per riscaldare un’abitazione potrebbe raggiungere i 1.016 euro per stagione: mantenendo gli stessi consumi, si registra un incremento del 26% rispetto all’anno precedente. Ci sono comunque delle azioni che si possono intraprendere per limitare le spese. Passare dalla tariffa meno vantaggiosa a quella più favorevole disponibile nel mercato può comportare un risparmio che arriva fino al 27%. Abbassare la temperatura del riscaldamento di un solo grado può tradursi in un risparmio di quasi 95 euro sulla bolletta, mentre ridurre l’uso del riscaldamento di un’ora al giorno consente di risparmiare all’incirca 32 euro all’anno. E’ importante considerare anche le opzioni alternative: una stufetta elettrica può arrivare a costare fino a 2 euro al giorno, a seconda della potenza utilizzata e delle ore di funzionamento. Inoltre, un aspetto molte volte trascurato, coprire i radiatori con mobili, tendaggi pesanti o panni, può far aumentare la bolletta fino al 5%.

Carmine Orlando

Carmine Orlando

Classe 1971, da oltre un decennio svolgo il lavoro di redattore web. Ho collaborato con molti siti ed essendo una persona poliedrica mi sono occupato di svariati argomenti, dall'astrologia alla salute, dalla politica al fisco, dalla tv allo sport. Ma mi diletto anche nella stesura di articoli di terremoti, astronomia, cronaca, tecnologie e lotterie. Adoro scrivere ma anche leggere.

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