Ecco le date ufficiali dei saldi estivi 2026 e le eccezioni: le regole da seguire per tutti i commercianti
Quest’anno la data da segnare in rosso per i consumatori italiani sarà quella del 4 luglio 2026, quando inizierà quasi ovunque la stagione degli attesissimi saldi estivi. I saldi estivi sono uno degli appuntamenti più tradizionali e importanti per i consumatori che sperano di fare un buon affare nell’acquisto del capo di abbigliamento preferito. Spesso però, la smania di voler fare l’affare a tutti i costi, fa cadere in tranelli subdoli che ci spingono ad acquistare capi di abbigliamento di cui non abbiamo alcuna necessità spesso imbattendoci anche in sconti fittizi.
Le date
Come abbiamo scritto in precedenza, la data da segnare in rosso è quella del 4 luglio in cui per convenzione inizierà la stagione degli sconti. Si tratta, come sempre, del primo sabato del mese di luglio come da convenzione siglata dalla conferenza delle regioni e dalle province autonome, finalizzata a garantire l’omogeneità degli sconti in tutte le regioni. Farà eccezione l’Alto Adige in cui i saldi avranno inizio giovedì 16 luglio e si concluderanno il 13 agosto 2026.
Gli obblighi per gli esercizi commerciali
Se la data d’inizio dei saldi sarà uguale per tutte le regioni, non sarà lo stesso per la data in cui gli sconti termineranno. In Piemonte, ad esempio, la durata degli sconti sarà di circa otto settimane mentre in Liguria dureranno solo 45 giorni. La regola di base è quella di non superare i due mesi dall’inizio della stagione degli sconti. Per tutti gli esercizi commerciali vigerà l’obbligo di separare in maniera riconoscibile la merce in saldo da quella in vendita a prezzo normale, in modo tale da non creare confusione nei consumatori. Ci sarà anche l’obbligo di esporre il cartellino con il prezzo iniziale del prodotto e la percentuale di sconto applicata.
Attenti alle truffe
I consumatori avranno sempre un lasso di tempo per poter chiedere la restituzione dei soldi nel caso la merce non fosse conforme alle aspettative. I saldi non riguarderanno solo ed esclusivamente i negozi fisici, ma si estenderanno anche ai portali commerciali che vendono on-line. Nel caso si dovessero verificare casi di sconti fittizi, i consumatori potranno denunciare l’illegalità segnalandola al più vicino commissariato di polizia locale. Bisognerà fare attenzione agli sconti che superano il 50%. Spesso sono frutto di inganni perpetrati dai commercianti che tendono a gonfiare i prezzi di partenza, alterando il reale tasso di sconto.
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