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San Biagio, perché oggi si mangia una fetta di panettone raffermo e da dove deriva la leggenda

San Biagio, il panettone raffermo e una tradizione che unisce leggenda e vita popolare: tutto ciò che c'è da sapere

San Biagio, perché oggi si mangia una fetta di panettone raffermo e da dove deriva la leggenda
Foto Wikipedia

Ecco perché oggi, 3 febbraio 2026, si mangia panettone raffermo in onore di San Biagio

Il 3 febbraio la Chiesa Cattolica celebra San Biagio, vescovo e martire di Sebaste vissuto nel III secolo, figura molto venerata soprattutto per la sua protezione contro i mali della gola. Il suo culto è profondamente radicato nel Nord Italia, in particolare a Milano dove il suo nome è legato a riti semplici e familiari tramandati nel tempo. Secondo la leggenda oggi, in onore di San Biagio, si mangia una fetta di panettone raffermo: ecco perchè e da dove deriva la leggenda, come riportato da IlGiorno.it.

La storia di San Biagio

La leggenda racconta che San Biagio, mentre veniva condotto al martirio, salvò un bambino che stava per morire soffocato da una lisca di pesce, benedicendolo o aiutandolo con una mollica di pane. Da quest’episodio nasce il suo patronato sulle malattie della gola, tanto che ancora oggi viene invocato contro raffreddori e infiammazioni. A Milano questa devozione si è consolidata anche nel linguaggio popolare, con il celebre detto dialettale che ricorda come San Biagio benedica gola e naso. Nel tempo il gesto simbolico del mangiare qualcosa legato al pane si è trasformato in un rito domestico. Il panettone, dolce identitario del Natale milanese, è diventato il protagonista di quest’usanza.

La leggenda del panettone

Esiste anche una leggenda popolare che spiega più direttamente l’origine del panettone di San Biagio. Si narra di una donna che, prima di Natale, portò il panettone appena preparato a un frate di nome Desiderio per farlo benedire. Il religioso, che in quel momento era impegnato, le chiese di lasciarglielo e di tornare più tardi ma finì per dimenticarsene. Ritrovato secco dopo settimane, decise di mangiarlo per non sprecarlo. Il 3 febbraio, quando la donna tornò a reclamarlo, il frate scoprì con stupore che al posto del dolce consumato ce n’era uno molto più grande. Da quel momento il panettone è diventato “simbolo rappresentante” di San Biagio.

Mangiare panettone raffermo nel 2026

Da questa storia è nata un’abitudine che, ancora oggi, sopravvive nelle case lombarde. Il panettone avanzato dal Natale non viene buttato ma conservato fino ai primi di febbraio, quando diventa raffermo. La mattina del 3 febbraio viene mangiato spesso a digiuno, in famiglia, come gesto di buon auspicio contro i malanni stagionali.

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Marco Reda

Giornalista pubblicista dal 2013, esperto e specializzato in calcio e altri sport ma anche spettacoli tv, attualità, cronaca e salute.

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