Lo sciopero proclamato per le intere giornate del 9 e 10 gennaio 2026 ha subito una slittamento delle date
Come ha comunicato in via ufficiale il Ministero dell’Istruzione e del Merito con una nota apposita, alcuni giorni fa sono state modificate sostanzialmente le date dello sciopero nazionale che nel mese di gennaio coinvolgerà l’intero mondo della scuola, sia a livello di docenti che di personale ATA. Si tratta di una astensione dal servizio che coinvolgerà le scuole statali e comunali, gli asili nido e le scuole dell’infanzia e che non risparmierà neanche gli istituti privati.
Le sigle sindacali che hanno proclamato l’astensione
Una forte mobilitazione contro le decisioni del governo contenute nella nuova legge finanziaria, che è stata decisa dalle sigle sindacali CSLE, CONALPE, CONFSAI e FLP. Inizialmente lo sciopero era stato proclamato per le giornate del 9 del 10 gennaio, ma in base a quanto comunicato dalla Commissione di Garanzia sugli scioperi, la mobilitazione è stata spostata alle giornate del 12 e del 13 gennaio 2026 con la modalità dell‘astensione dal lavoro per l’intera giornata.
Attivate le procedure di legge
L’astensione dal servizio riguarderà il personale ATA e il personale docente, sia a tempo determinato che indeterminato. Per questa mobilitazione di massa sono state attivate tutte le procedure previste dalla legge sugli scioperi e che entrano in vigore quando l’astensione dal servizio coinvolge i servizi pubblici essenziali.
L’incognita dell’adesione
Sull’astensione del servizio pesa l’incognita dell’adesione che potrebbe essere inferiore alle attese poiché lo sciopero è stato proclamato da sigle sindacali non particolarmente rappresentative del comparto scuola. Allo sciopero invece non parteciparanno le maggiori sigle sindacali e questo farebbe propendere per una partecipazione contenuta e disomogenea che potrebbe comunque inficiare il funzionamento delle scuole e il regolare svolgimento delle lezioni.
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