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Valanga di arretrati in arrivo per i lavoratori col salario giusto: in arrivo l’emendamento che recupererà il potere d’acquisto dei salari

L'emendamento consentirà a molti lavoratori di poter recuperare il potere d'acquisto perso durante il periodo di vacanza contrattuale

Valanga di arretrati in arrivo per i lavoratori col salario giusto: in arrivo l’emendamento che recupererà il potere d’acquisto dei salari
Il nuovo emendamento al decreto primo maggio (fonte: Pixabay)

L’emendamento arriverà stasera alla commissione Lavoro della Camera dei Deputati

Non è stata ancora del tutto definita dal governo la questione del salario giusto, introdotto col decreto primo maggio. Dopo le dichiarazioni rilasciate dal sottosegretario al lavoro, Claudio Durigon, è molto probabile che il governo e i sindacati possano tornare a confrontarsi per introdurre nuove tutele salariali dei lavoratori, non solo per contrastare i cosiddetti contratti pirata, ma anche nel caso di rinnovo tardivo dei contratti collettivi nazionali.

Gli arretrati

Come ha avuto modo di spiegare Durigon, oggi il governo presenterà un emendamento che prevederà la possibilità di recuperare successivamente e retroattivamente le cifre perse da parte dei lavoratori a scadenza di contratto, anche se si rinnova due o tre anni dopo. In poche parole con questo nuovo emendamento tutti i mesi che trascorreranno dopo la scadenza del contratto, dovranno prevedere un arretrato che il lavoratore recupererà successivamente.

Gli effetti del nuovo emendamento

Con questo nuovo emendamento il governo estenderà gli effetti del salario giusto anche attraverso il riconoscimento di arretrati, in modo tale che i lavoratori possano sempre recuperare il potere d’acquisto perduto nel corso degli anni e soprattutto durante la fase di vacanza contrattuale. Inizialmente questa misura che riconosce gli arretrati ai lavoratori che hanno perso potere d’acquisto per il mancato rinnovo contrattuale, era stata inserita nella prima formulazione del decreto primo maggio. La ferma opposizione di Confindustria aveva indotto il governo ad escludere questa possibilità. Non si esclude adesso che l’emendamento possa nuovamente essere contestato dai rappresentanti dell’universo datoriale, anche se il governo sembra determinato a tirare dritto per la propria strada.

Le novità introdotte col decreto primo maggio

Col decreto primo Maggio è stato introdotto il concetto di “salario giusto” con cui il governo ha voluto garantire al lavoratore una retribuzione congrua e proporzionata al proprio settore di riferimento, ponendo un “alt” definitivo ai cosiddetti contratti pirata. Col decreto è stato stabilito che alla scadenza del contratto collettivo e di un mancato rinnovo per oltre 12 mesi, la retribuzione deve aumentare in maniera automatica del 30% rispetto all’inflazione. Nel decreto sono stati introdotti incentivi importanti alle imprese che applicano il salario giusto.

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Marco Antonio Tringali

Coltivo da anni la passione per la scrittura e per i social network. La ricerca della verità, purchè animata da onestà intellettuale, è una delle mie sfide. Scrivo da diversi anni per importanti siti di informazione che mi danno l'opportunità di dare sfogo alla mia passione innata per il giornalismo.

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