Non farsi trovare durante l’orario di visita potrà costare caro al lavoratore assente per malattia
In risposta all ingiustificato aumento nel 2025 del tasso di assenteismo, l’INPS ha deciso di rendere più frequenti e più stringenti le visite domiciliari, disponendo nel 2025 quasi 400.000 controlli con un incremento del 3,7% rispetto all’anno precedente. E nel 2026 questo trend aumenterà in maniera rilevante, sfiorando le 430.000 visite. Per questa ragione si preannunciano tempi duri per gli assenteisti che si assentano certificando il falso.
Cosa prevede la legge
I dati diffusi di recente dall’Osservatorio Statistico hanno evidenziato come, nella seconda metà del 2025, sia aumentato in maniera significativa l’esibizione di certificati medici raggiungendo la rilevante cifra di 14 milioni, con una crescita del 2,8% rispetto allo stesso periodo del 2024. Va ricordato che la legge prevede che i lavoratori in malattia siano rintracciabili presso il proprio domicilio in determinate fasce orarie in cui possono verificarsi i controlli. Le fasce orarie oscillano tra le ore 10 e le ore 12:30 e tra le 17 e le 19 e possono abbracciare anche le giornate del weekend, festività incluse.
Gli obblighi a carico del lavoratore
La legge prevede inoltre che il lavoratore in malattia (che non può essere presente nelle fasce orarie stabilite) dovrà segnalare il proprio spostamento con immediatezza. Se l’assenza non ha una giustificazione al momento della visita fiscale. il rischio che il lavoratore corre è quello di perdere totalmente o parzialmente l’indennità di malattia. Tra l’altro, in questo caso, l’INPS può anche effettuare delle verifiche più approfondite per accertare lo stato di salute effettivo del dipendente in malattia. Nel caso in cui lo stato di malattia certificato dal medico non dovesse corrispondere con lo stato di salute reale del dipendente, l’INPS può applicare anche la sospensione o la decurtazione del trattamento economico riguardante il periodo contestato.
L’azione dell’Inps contro l’assenteismo ingiustificato
Se tale comportamento dovesse reiterarsi in più occasioni, il datore di lavoro ha la facoltà di avviare azioni disciplinari che nei casi più gravi possono arrivare anche al licenziamento. L’obiettivo dell’INPS per evitare la piaga dell’assenteismo ingiustificato è quello di aumentare il numero di visite anche nel corso del 2026. Per questa ragione occorre rispettare scrupolosamente i dettami di legge, evitando di ricorrere a stratagemmi illegittimi per assentarsi dal lavoro certificando false indisponibilità.
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