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El Niño ormai terminato: ecco quali sono stati i suoi effetti sul clima globale

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  • El Niño è ormai terminato nel Pacifico ma i suoi effetti a livello globale sono ancora presenti: vediamo quali sono state le coseguenze sul clima di questo fenomeno.

    El Niño ormai terminato ecco quali sono stati i suoi effetti sul clima globale

    El Niño è ormai terminato nel Pacifico ma i suoi effetti a livello globale sono ancora presenti: vediamo quali sono state le coseguenze sul clima di questo fenomeno. Fonte: washingtonpost.com

    El Niño ormai terminato: ecco quali sono stati i suoi effetti sul clima globale – 03 maggio 2016 – Abbiamo parlato diffusamente negli ultimi mesi di come El Niño 2015-2016 sia stato uno dei più forti mai registrati, con il suo picco, raggiunto a cavallo tra lo scorso dicembre e gennaio, comparabile con l’evento record del 1997-1998. Con un El Niño così intenso, il quale ha tenuto banco dal marzo dello scorso anno, sono stati inevitabili i risvolti non solo nell’area del Pacifico, ma su tutta la Terra, con il clima a livello globale che ancora adesso, nonostante tutti i principali parametri indicatori siano tornati a segnare valori sotto la soglia critica, risente degli effetti di El Niño. In particolare, risultano alterate dalla presenza di questo fenomeno, la distribuzione planetaria delle piogge come anche quella dell’ozono troposferico e degli incendi: vediamo nel dettaglio quindi quali effetti ha avuto El Niño su tutta la Terra. […]

  • I flussi atmosferici serbatoi delle precipitazioni, gli “atmosferic river” che altro non sono che correnti che portano vapore acqueo dalle zone tropicali fino alle medie latitudini, tendono ad intensificarsi durante un periodo di El Niño, portando quindi più pioggia nelle zone interessate da questo passaggio, come ad esempio sulla California. Sempre a causa di questo El Niño così intenso, l’ozono troposferico, che è un gas serra, sta diminuendo alle medie latitudini, come sugli Stati Uniti, andando però ad aumentare il rischio di incendi. Inoltre El Niño va ad alterare anche la circolazione a livello globale dei venti, a causa dell’anomalo riscaldamento delle acque superficiali dell’Oceano. In particolare, quest’anno El Niño ha portato più piogge del normale negli Stati Uniti meridionali, con anche alluvioni ed inondazioni soprattutto nel Sud Est, alleviando solo in parte l’estrema siccità che attanaglia la California, mentre negli USA settentrionali e in Canada il clima è rimasto più mite e secco. Anche il Sud America verrà ovviamente interessato da El Niño: la parte occidentale del continente ha risentito di una stagione caratterizzata da piogge record, come anche di un anomalo riscaldamento delle acque che ha danneggiato enormemente la pesca dei paese affacciati sul Pacifico. Al contrario, nella zona Nord Est del Brasile si è andati incontro ad una stagione molto secca, mentre tra la sua zona meridionale e il Nord dell’Argentina sono state le piogge record e le inondazioni le protagoniste.  […]

  • El Niño ormai completamente sviluppato a dicembre toccherà il suo picco massimo

    El Niño è un fenomeno che si verifica ciclicamente sul Pacifico il quale influenza la distribuzione planetaria delle piogge come anche quella dell’ozono troposferico e degli incendi. Fonte: nature.com

    Anche il continente asiatico e l’Oceania non è stato immune da El Niño: in luoghi come Australia, Filippine, Indonesia o Thailandia, si sono registrati periodi di estrema siccità, con la mancanza di piogge che ha avuto pesanti ripercussioni soprattutto sulla produzione agricola ma ha anche favorito l’incremento nel numero e nelle dimensioni degli incendi. Nell’oceano Pacifico inoltre, data l’elevata temperatura dell’acqua, si registra una delle stagioni di tifoni e uragani più attiva di sempre, mentre i monsoni hanno subito un ritardo che ha compromesso la produzione di riso. E in Euopa? Negli anni in cui El Niño è stato fortemente sviluppato, come questo, gli inverno si rivelano generalmente miti e secchi sul Mediterraneo, anche se non è ancora chiara l’esatta correlazione tra i fenomeni.

    a cura di Martina Rampoldi

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Martina Rampoldi

Fin da quando ero piccola sono sempre stata attratta dalle previsioni del tempo e da tutti gli eventi atmosferici. Nata e cresciuta a Milano, mi sono laureata in Fisica dopo la maturità scientifica e successivamente ho conseguito il Master in Meteorologia presso l'Universitat de Barcelona. Nel 2014 ho raggiunto Roma entrando a far parte del team del centrometeoitaliano.it come meteorologa. Principalmente mi occupo di previsioni meteo e della stesura dei bollettini, insieme ai comunicati per varie stazioni radio e ai video di divulgazione. Amante del freddo e della neve e di tutto ciò che riguarda la montagna, affascinata da uragani e tornado.