Ecco come accorgersi di avere a che fare con un’allergia ai farmaci
L’allergia ai farmaci è una condizione che spesso sorprende chi ne è colpito perché può comparire anche dopo anni di assunzioni senza problemi apparenti; essa si sviluppa più frequentemente in età adulta, quando l’organismo si è già sensibilizzato a una determinata sostanza, e il rischio maggiore riguarda chi non sa di essere allergico e assume un medicinale per curare un disturbo comune. In questi casi la reazione può essere rapida e, talvolta, grave perchè ad attaccare il sistema immunitario, il quale a sua volta reagisce in modo anomalo a un principio attivo considerato erroneamente pericoloso. Ecco quando si parla di allergia ai farmaci, di cosa si tratta e quali sono i sintomi più comuni, come riportato da Humanitas.it.
Cause e meccanismi
L’allergia ai farmaci è legata a un processo di sensibilizzazione che si sviluppa nel tempo verso uno o più medicinali assunti nel corso della vita. Nei soggetti geneticamente predisposti, il sistema immunitario riconosce il farmaco come una minaccia e attiva una risposta difensiva sproporzionata. Le reazioni più frequenti riguardano antibiotici a base di penicillina e farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), tuttavia possono essere coinvolti anche anestetici e mezzi di contrasto utilizzati negli esami diagnostici. Nella maggior parte dei casi l’allergia interessa una sola categoria di farmaci; più raramente si osservano reazioni a più principi attivi contemporaneamente. In alcune situazioni la responsabilità può essere attribuita agli eccipienti, cioè alle sostanze inattive presenti nel medicinale.
I sintomi più comuni
I sintomi di allergia a un farmaco possono essere cutanei oppure sistemici a seconda dell’intensità della risposta immunitaria. Tra i segnali più frequenti compaiono orticaria e angioedema, con gonfiore localizzato soprattutto a livello di labbra e palpebre. Quando la reazione coinvolge altri apparati, possono presentarsi difficoltà respiratorie, calo della pressione arteriosa e perdita di coscienza. Nei casi più gravi si può arrivare allo shock anafilattico che richiede un intervento medico immediato. Generalmente i sintomi compaiono entro pochi minuti dall’assunzione del farmaco. Esistono però anche reazioni tardive che possono manifestarsi a distanza di giorni e interessare la pelle o organi interni come il fegato. Per arrivare a una diagnosi corretta è fondamentale rivolgersi a uno specialista allergologo, che valuta il rapporto tra farmaco assunto e sintomi. Quando necessario vengono eseguiti test specifici: per le penicilline si effettuano prove cutanee mentre per altri medicinali si ricorre a test di provocazione orale in ambiente protetto con monitoraggio medico continuo.
I farmaci più coinvolti nelle reazioni allergiche
Secondo le principali società scientifiche di allergologia, tra i medicinali più spesso associati a reazioni allergiche figurano gli antibiotici beta-lattamici (in particolare penicilline e cefalosporine), i FANS come ibuprofene e ketoprofene, alcuni anestetici locali e generali, oltre ai mezzi di contrasto iodati impiegati in radiologia. Anche alcuni anticonvulsivanti e farmaci chemioterapici possono provocare reazioni immuno-mediate. Una volta accertata l’allergia, lo specialista fornisce al paziente un elenco preciso dei farmaci da evitare e delle alternative sicure, in modo da prevenire nuovi episodi e affrontare eventuali terapie future con maggiore tranquillità.
Giornalista pubblicista dal 2013, esperto e specializzato in calcio e altri sport ma anche spettacoli tv, attualità, cronaca e salute.