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Allergia alle graminacee, quali sono i sintomi e come trattarla

Che cos'è l'allergia alle graminacee. Quali sono i sintomi, come prevenirla, cure e rimedi

Allergia alle graminacee, quali sono i sintomi e come trattarla
Medico, immagine di repertorio. Fonte foto: pxhere.com

Allergia alle graminacee, di cosa si tratta

Come riportato da humanitas.it, l’allergia alle piante erbacee si manifesta nelle persone predisposte quando, durante la stagione della fioritura, di solito tra marzo e settembre, i pollini diffusi nell’aria entrano in contatto con il loro sistema immunitario. Questi pollini appartengono a una delle famiglie vegetali più diffuse nel mondo, comprendente oltre 9.000 specie, che sono principalmente piante selvatiche e infestanti crescenti in modo naturale nei giardini e lungo le strade. Questi pollini possono generare, una volta respirati, una reazione eccessiva del sistema immunitario. Tale reazione si presenta con sintomi molto variabili. A tal proposito, scopriamo quali sono questi segnali.

I sintomi dell’allergia alle graminacee

Come riporta santagostino.it, le manifestazioni di una reazione allergica sono provocate da una risposta eccessiva del sistema immunitario. La creazioni di IgE causa il rilascio di sostanze chimiche come l’istamina, un elemento che avvia il processo infiammatorio. Nell’ambito delle allergie alle graminacee, la reazione colpisce in particolare il sistema respiratorio, manifestandosi in:

– starnuti

– raffreddore

– rinite allergica

– rinorrea

– infiammazione della mucosa nasale

– prurito al naso

– congestione nasale

– difficoltà respiratorie

– tosse

– asma

Tali reazioni allergiche possono comportare anche sintomi oculari, come:

– prurito

– lacrimazione

– congiuntivite

– fotofobia

Altri segni possono palesarsi nella bocca quando una persona allergica consuma alimenti che hanno una qualche affinità botanica con l’allergene responsabile della reazione. Si parla in questo caso di sindrome orale allergica, che solitamente si manifesta con prurito sulla lingua o nel palato.

Concludendo, in alcune situazioni, possono apparire anche:

– malessere generale

– mal di testa

– difficoltà nel sonno

– manifestazioni della pelle

Come prevenire l’allergia alle graminacee

Come riporta Humanitas.it, la prima indicazione è ridurre il contatto con i pollini il più possibile: mantenere chiuse porte e finestre durante le ore in cui i pollini sono più presenti, soprattutto dalle ore 10:00 alle ore 16:00, può fare la differenza. In aggiunta, dopo aver trascorso del tempo all’aperto, è consigliabile pulire a fondo il viso, le mani, i capelli e cambiare gli indumenti indossati per eliminare il polline che potrebbe essersi accumulato durante la giornata. Gli occhiali da sole e le mascherine diventano quindi utili strumenti per chi svolge attività all’aperto, specialmente in giornate ventose o nelle aree verdi. Infine, è meglio evitare di asciugare il bucato all’aperto nei periodi di maggiore rischio, poiché i panni possono raccogliere pollini.

Rimedi e cure

Come riporta santagostino.it, la strategia che non prevede l’assunzione di farmaci più valida per affrontare un’allergia come quella alle graminacee consiste nel limitare al massimo l’esposizione all’allergene, soprattutto nei momenti dell’anno in cui la sua presenza nell’ambiente è più elevata. Tuttavia, se i sintomi sono significativi e persistono, potrebbe essere necessario adottare un trattamento farmacologico. I medicinali più spesso impiegati per alleviare i principali segni delle reazioni allergiche includono gli antistaminici, che servono ad abbassare la produzione di istamina, i corticosteroidi, per via delle loro proprietà antinfiammatorie; i veri e propri antinfiammatori, la cui somministrazione è proporzionata sulla gravità dei sintomi, e il cortisone, che deve essere assunto in base alle manifestazioni presenti. Nei casi in cui altre forme di terapia non abbiano dato risultati, si può prendere in considerazione un trattamento di immunoterapia, che mira a far abituare gradualmente l’organismo all’allergene. Per i sintomi più leggeri, possono risultare efficaci anche rimedi naturali come il consumo di alimenti che aiutano a limitare il rilascio di istamina (come il ribes nero) o che presentano proprietà antinfiammatorie (come il té verde).

Questo articolo non sostituisce il parere di un medico.

 

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Carmine Orlando

Classe 1971, da oltre un decennio svolgo il lavoro di redattore web. Ho collaborato con molti siti ed essendo una persona poliedrica mi sono occupato di svariati argomenti, dall'astrologia alla salute, dalla politica al fisco, dalla tv allo sport. Ma mi diletto anche nella stesura di articoli di terremoti, astronomia, cronaca, tecnologie e lotterie. Adoro scrivere ma anche leggere.

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