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Allergie in primavera, il Dottor Enrico Heffler spiega quali sono i sintomi e come si diagnosticano

Il Dottor Enrico Heffler ha fatto chiarezza sulle allergie primaverili: i sintomi e come si diagnosticano

Allergie in primavera, il Dottor Enrico Heffler spiega quali sono i sintomi e come si diagnosticano
Allergie di primavera ecco come combatterle con i rimedi naturali e una dieta adatta (Foto Pixabay)

Ecco come si affrontano le allergie primaverili, i chiarimenti del Dottor Enrico Heffler

Con l’arrivo della primavera, insieme alle giornate più lunghe e alle temperature miti, tornano anche le allergie stagionali che colpiscono migliaia di persone in Italia e milioni nel mondo. Il risveglio della natura, infatti, porta con sé una maggiore concentrazione di pollini nell’aria, principale causa dei disturbi allergici di questo periodo. Esistono diversi segnali che permettono di riconoscere un’allergia stagionale. Il Dottor Enrico Heffler, responsabile del Centro di Medicina Personalizzata Asma e allergologia dell’IRCCS Istituto Clinico Humanitas, ha spiegato su Humanitas.it quali sono i sintomi e come si diagnosticano le allergie primaverili.

I sintomi

Tra i segnali più frequenti di allergie primaverili c’è la rinite allergica, caratterizzata da naso che cola, starnuti ripetuti, prurito e sensazione di naso chiuso. A questi si aggiungono spesso disturbi oculari come occhi arrossati, lacrimazione e prurito, tipici della congiuntivite allergica. In alcuni casi possono comparire anche sintomi respiratori più importanti, come tosse secca, difficoltà a respirare e senso di oppressione al petto, legati all’asma allergica. La differenza principale rispetto al raffreddore sta nella durata: un’infezione virale tende a risolversi in pochi giorni, l’allergia invece persiste finché continua l’esposizione all’allergene.

Come si diagnostica

Il test più utilizzato per diagnosticare un’allergia primaverile è il Prick Test, esame rapido e poco invasivo che consiste nell’applicare piccole quantità di allergeni sulla pelle, generalmente sull’avambraccio, e osservare eventuali reazioni cutanee. La comparsa di un pomfo (rigonfiamento cutaneo) o arrossamento indica una possibile sensibilizzazione. In alternativa o in aggiunta, si possono eseguire esami del sangue per misurare le immunoglobuline E specifiche, utili soprattutto quando il test cutaneo non è praticabile. Esistono anche test più avanzati, come quelli molecolari, i quali permettono di analizzare un ampio numero di allergeni e identificare nel dettaglio le sostanze responsabili.

Le possibili cure

La gestione delle allergie primaverili si basa su diverse opzioni, scelte in base alla gravità dei sintomi e al tipo di allergene. Gli antistaminici sono tra i farmaci più utilizzati perché aiutano a controllare prurito, starnuti e secrezioni nasali, con effetti collaterali ridotti nelle formulazioni più moderne. Gli spray nasali a base di corticosteroidi rappresentano un valido supporto nelle forme persistenti, in quanto riducono l’infiammazione delle mucose. Nei casi più complessi si può ricorrere all‘immunoterapia specifica, un trattamento a lungo termine che prevede la somministrazione graduale dell’allergene per “abituare” il sistema immunitario e ridurre la reattività.

Questo articolo non sostituisce il parere di un medico

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Marco Reda

Giornalista pubblicista dal 2013, esperto e specializzato in calcio e altri sport ma anche spettacoli tv, attualità, cronaca e salute.

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