La mortalità per infezioni da batteri resistenti è raddoppiata tornando a livelli simili all’era pre-antibiotica
Nel corso del suo intervento alla seconda edizione del convegno San.ita promosso da Copma, Matteo Bassetti è tornato a parlare della piaga dell’antibiotico-resistenza, ritenuta alla stregua di una “pandemia silenziosa” che miete milioni di vittime in tutto il mondo. Si tratta di una gravissima epidemia di cui si parla poco nei mass media ma che di fatto sta generando una strage silenziosa al pari di una pandemia.
Le prospettive a tinte fosche
L’antibiotico-resistenza sta mietendo molte vittime in Italia ogni anno. Come ha spiegato il dottor Bassetti, infettivologo del San Martino di Genova “in Europa abbiamo circa 700mila infezioni da batteri resistenti e 33mila morti in ambito ospedaliero. Di questi, un terzo è italiano”. Si parla di circa 50mila morti l’anno, numeri che hanno poco da “invidiare” al Covid nei suoi anni peggiori. Le prospettive sono tutt’altro che rosse. Secondo il noto infettivologo si stima che nel 2025 “moriranno quasi 40 milioni di persone per infezioni da batteri resistenti.Diventerà la prima causa di morte al mondo, più del cancro”.
Le cause
La causa dell’incremento di mortalità per antibiotico-resistenza risiede nell’uso sconsiderato che si è fatto in passato degli antibiotici. Un aumento stimato in un +50% negli ultimi 20 anni. Il risultato di questo abuso dissennato è il raddoppio della mortalità per infezioni da batteri resistenti. Dati che hanno riportato in auge livelli simili all’era pre-antibiotica. Bassetti ha individuato nell’utilizzo eccessivo o scorretti di dispositivi medicali, nella scarsa cultura della prevenzione e nella mancata sanificazione all’interno delle strutture ospedaliere, le principali cause di questa pandemia silenziosa che si potrebbe ridurre considerevolmente utilizzando le dovute precauzioni.
Le soluzioni
La soluzione, come ha spiegato il noto infettivologo, sarebbe quella di “prevenire le infezioni, rispettando l’equilibrio microbico”. Per fare ciò si dovrebbe applicare il sistema PCHS promosso da Copma, basato su microrganismi probiotici che eliminano i batteri “cattivi” senza attaccare quelli “buoni”. In questo modo si potrebbe rispettare l’equilibrio del microbiota dell’ambiente, con una drastica diminuzione dell’antibiotico-resistenza. Il PCHS si è già rivelato in grado non solo di ridurre i patogeni, ma di rimodulare stabilmente l’ecosistema microbico delle superfici. L’obiettivo finale che è stato centrato è stato quello di ridurre presenza di ceppi resistenti.
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