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Bolle sulla pelle, il Dottor Federico spiega di cosa si tratta e quando è il caso di preoccuparsi

Bolle sulla pelle: cosa sono, da cosa dipendono e quando preoccuparsi. I consigli del dermatologo Alessandro Federico

Bolle sulla pelle, il Dottor Federico spiega di cosa si tratta e quando è il caso di preoccuparsi
Foto DermatologiaFederico.it

Bolle sulla pelle, ecco tutto ciò che c’è da sapere illustrato dal Dottor Alessandro Federico

Le bolle sulla pelle sono lesioni che spesso sembrano comparire all’improvviso e che, in alcuni casi, si accompagnano a prurito o dolore. Esse non vanno sottovalutate perché, se non trattate correttamente, possono sfociare in vere e proprie infezioni. Le cause sono molto diverse: dalle temperature estreme che provocano ustioni alle allergie, fino a infezioni come varicella o herpes zoster. Il Dottor Alessandro Federico, dermatologo del Policlinico “Sant’Agostino” di Milano, ha spiegato per il sito Santagostino.it di cosa si tratta e quando è il caso di preoccuparsi.

Cosa sono e come si distinguono

Quando si parla di bolle sulla pelle si intendono lesioni piene di liquido siero-ematico, che si formano appena sotto l’epidermide e possono comparire in qualsiasi parte del corpo, cuoio capelluto compreso. Possono dare prurito o meno, essere dolorose o no, e variano per dimensioni. Si distinguono in quattro tipi: le vesciche, sotto i 10 mm e con liquido chiaro, tipiche di attrito o scottature solari; le vescicole, sotto i 5 mm, legate a reazioni allergiche come la dermatite da contatto o a infezioni virali come l’herpes simplex; le bolle vere e proprie, vescicole oltre i 10 mm; e le pustole, che contengono pus. Le cause variano di conseguenza: attrito e ustioni per le vesciche, virus, dermatite da contatto ed eczema per le vescicole, infezioni batteriche come l’impetigine, malattie bollose autoimmuni come pemfigoide bolloso e pemfigo volgare o la sindrome di Stevens-Johnson per le bolle. I sintomi associati sono dolore, prurito e arrossamento o gonfiore attorno alla lesione.

Quando è il caso di preoccuparsi

È importante rivolgersi al medico o al dermatologo quando le bolle si accompagnano a febbre alta, brividi o segni di infezione, come pus, rossore che si estende o dolore intenso. Un parere specialistico serve anche se le bolle non guariscono o peggiorano, oppure se compaiono in zone delicate come bocca, occhi o parti intime. Se invece si associano a difficoltà respiratorie, confusione o altri sintomi sistemici bisogna cercare subito assistenza medica. Se la bolla scoppia, la pelle sotto resta vulnerabile e possono rimanere cicatrici o macchie scure.

Diagnosi e cure

La diagnosi parte dall’anamnesi (cioè sintomi, durata, possibili fattori scatenanti, farmaci e malattie pregresse) seguita dall’esame clinico delle bolle. Se serve, il dermatologo può prescrivere biopsia cutanea, coltura microbiologica, esami del sangue o test allergologici. Molte bolle guariscono da sole ma il trattamento dipende dalla causa: per attrito o scottature si gestiscono dolore e guarigione, con aloe vera e un antidolorifico da banco come l’ibuprofene nelle scottature leggere. Per l’herpes simplex si usano antivirali come l’aciclovir, mentre per le infezioni batteriche come l’impetigine serve una terapia antibiotica.

Marco Reda

Marco Reda

Giornalista pubblicista dal 2013, esperto e specializzato in calcio e altri sport ma anche spettacoli tv, attualità, cronaca e salute.

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