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Caffeina e battito del cuore irregolare, vi è correlazione? Ecco cosa dice la scienza

Fino a 3-4 tazzine di caffè al giorno, il rischio di aritmie è molto basso nei soggetti sani: ecco chi sono gli individui a maggior rischio

Caffeina e battito del cuore irregolare, vi è correlazione? Ecco cosa dice la scienza
Caffeina - Foto MeteoWeb

Recenti studi sperimentali sull’animale e sull’uomo, non sono stati in grado di dimostrare una correlazione certa tra caffeina ed aritmie

In assenza di disturbi cardiaci, il consumo (moderato) di caffè non causa mai palpitazioni o aritmie al battito. Recenti ricerche scientifiche hanno sfatato il mito della correlazione tra caffeina e battito irregolare del cuore nelle persone sane. Ormai è acquisito il fatto che il nostro organismo, se consumiamo con frequenza caffeina, tende ad assuefarsi ai suoi effetti sviluppando un certo grado di tolleranza. Diverso è il discorso per quanto concerne i soggetti che soffrono di patologie cardiache note o che assumono determinati farmaci. Anche nei soggetti ansiosi, il caffè può generare un aumento del battito cardiaco.

Le possibili concause

Percepire la sensazione che il proprio cuore batta più forte del solito o in maniera irregolare, non basta per parlare apertamente di aritmia. Le aritmie, per essere riconosciute come tali, devono sempre documentate e suffragate da specifiche indagini diagnostiche come l’elettrocardiogramma. Spesso queste sensazioni vengono addebitate alla caffeina, ma vi sono altre circostanze che possono determinarle come una cattiva qualità del sonno, stress, scarsa idratazione, alcol e fumo. In ogni caso, quando si avvertono questi sintomi, è sempre opportuno sottoporsi ad un elettrocardiogramma per approfondire le origini del disturbo.

Gli effetti della caffeina su cervello e cuore

Consumare smodatamente caffeina può effettivamente generare un aumento della frequenza cardiaca. Questa sostanza, infatti, aumenta il rilascio di noradrenalina e altri neurotrasmettitori eccitanti, mentre blocca i recettori di adenosina, un nucleosite endogeno che produce un effetto generalmente “calmante” su cervello e cuore. Nei soggetti sani, questi effetti sono trascurabili e comunque molto limitati nel tempo. Recenti studi hanno dimostrato che, anche un consumo di 3-4 tazzine al giorno nei soggetti sani, non comporta un rischio di aritmie maggiori, come fibrillazione atriale o tachicardie ventricolari. Addirittura in alcuni casi questi sintomi sono ridotti nei soggetti che consumano caffeina.

Conclusione

La caffeina può rappresentare un problema a livello di battito cardiaco nei soggetti che tendono a metabolizzarela caffeina più lentamente. In questi casi sono frequenti palpitazioni, insonnia o ansia. Nei soggetti affetti da cicatrici miocardiche, cardiomiopatie, valvulopatie, la caffeina può effettivamente causare l’insorgenza di disturbi al battito cardiaco che può risultare accelerato o irregolare. Di per sé stess, però, associare la caffeina ad aritmia cardiaca è errato e infondato dal punto di vista scientifico.

Marco Antonio Tringali

Marco Antonio Tringali

Coltivo da anni la passione per la scrittura e per i social network. La ricerca della verità, purchè animata da onestà intellettuale, è una delle mie sfide. Scrivo da diversi anni per importanti siti di informazione che mi danno l'opportunità di dare sfogo alla mia passione innata per il giornalismo.

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