I calcoli renali
Come riporta grupposandonato.it, i calcoli renali rappresentano uno dei problemi più comuni del sistema urinario, interessando circa 1 persona su 10, con una maggiore incidenza negli uomini rispetto alle donne. I calcoli, che sono piccole aggregazioni di calcio simili a mini pietre formate nei reni, possono scatenare le coliche renali, contrazioni molto intense e inaspettate che il sistema urinario attiva per espellere i calcoli. Una buona misura preventiva è l’adeguata idratazione, motivo per cui durante l’estate, quando si perde molta acqua a causa del caldo, è fondamentale reintegrare i liquidi bevendo quantità sufficienti di acqua. Cosa fare se ci sorprendesse un attacco di calcolosi mentre siamo in vacanza? Il dottor Andrea Conti, urologo dell’Unità Operativa di Urologia dell’IRCCS Ospedale Galeazzi – Sant’ambrogio, diretto dal Prof. Luca Carmignani, illustra le possibili cause delle coliche, suggerisce consigli per prevenire e fornisce indicazioni su come affrontarle.
In estate i calcoli renali aumentano, perchè?
Il dottor Conti spiega che nella popolazione generale, in assenza di fattori di rischio predisponenti, l’incidenza della calcolosi nella nostra area geografica si attesta attorno al 10% tra gli uomini e al 5% tra le donne. Il periodo estivo può favorire la formazione o la crescita dei calcoli, anche senza sintomi, poiché un’aumentata sudorazione o una scarsa idratazione possono causare un’iperconcentrazione delle urine. In questo contesto, cambiamenti nella dieta con regimi ipercalorici o iperproteici, dovuti a qualche eccesso durante le vacanze, possono far precipitare alcuni componenti chimici nelle urine, facilitando la formazione o l’ingrandimento dei calcoli urinari. Alcuni studi specialistici indicano che il rischio di sviluppare coliche renali è più elevato nei mesi caldi. Inoltre, ricerche di popolazione hanno dimostrato che nelle aree geografiche con temperature più elevate (ad esempio Nord Africa e Golfo Persico), la diffusione della calcolosi è maggiore rispetto alle zone temperate. L’esperto conclude dicendo che ciò che può risultare interessante è comprendere se esistono fattori di rischio che, in qualche modo, possano favorire la formazione dei calcoli.
Il fattore di rischio dei calcoli
Secondo le linee guida europee, tra i fattori di rischio predisponenti si includono:
- episodi, specialmente in giovane età, di colica renale o calcolosi renale: aver avuto una manifestazione precoce di calcolosi renale aumenta sicuramente il rischio di svilupparne ancora nel corso della vita;
- familiarità: esistono componenti genetiche per cui alcuni pazienti hanno una maggiore probabilità di formare calcoli rispetto ad altri;
- presenza di determinate patologie: legate al metabolismo o di tipo anatomico o morfologico del rene, che possono portare alla formazione di calcoli, talvolta anche infetti;
- scarsa idratazione;
- alimentazione non regolare;
- sovrappeso o obesità
Il dottor Conti afferma che escludendo i fattori predisponenti, i principali fattori di rischio sono rappresentati da una scarsa idratazione e da abitudini alimentari errate. L’ideale sarebbe seguire una dieta che non ecceda nell’uso di sale, calcio o proteine, una dieta equilibrata sia nella quantità sia nella qualità, e un’abbondante idratazione, cioè bere sempre un litro e mezzo di acqua, aumentando ad almeno 2 litri durante l’estate.
La prevenzione
Il dottor Conti spiega che un elemento di primaria importanza, anche nel campo della calcolosi renale, è la prevenzione. Che si siano verificati episodi precedenti o che non si sia mai stati colpiti prima, un’ecografia addominale rappresenta uno strumento efficace e non invasivo che consente di individuare e gestire eventuali calcoli in fase iniziale, prima che possano causare coliche o problemi renali. Prosegue dicendo che in base alle dimensioni, al tipo e alla posizione nel sistema escretore, i calcoli possono essere monitorati nel tempo, eventualmente ripetendo l’ecografia una volta l’anno, seconda la valutazione dello specialista, oppure trattati per la loro rimozione. E ancora, spiega che oltre all’ecografia, se necessario, si può approfondire con una TC che fornisce dati morfologici più precisi rispetto all’ecografia, oltre a informazioni densitometriche, cioè sulla consistenza dei calcoli, che aiutano a scegliere la terapia più adeguata.
Tipi di calcoli
Lo specialista elenca da cosa sono costituiti principalmente i calcoli:
- ossalato di calcio;
- fosfato di calcio;
- acido urico;
- cistina (legati a fattori genetici, più rari, che si manifestano già dall’infanzia);
- struvite (calcolosi che deriva prevalentemente da infezioni urinarie).
Il dottor Conti afferma che la differenza tra i calcoli di ossalato o fosfato di calcio e quelli di acido urico è che questi ultimi possono essere sciolti modificando il pH delle urine, ragion per cui conoscere la loro composizione è molto utile, poiché guida l’urologo nella scelta del trattamento più appropriato. Esistono infatti più di 25 tipi diversi di calcoli, classificati in base alla composizione chimico-fisica, considerando la percentuale di alcune sostanze al loro interno.
Colica renale in vacanza: come affrontarla
Come comportarsi se, non avendo fatto prevenzione, durante le vacanze si viene colpiti da una colica improvvisa? Il dottor Conti spiega che, in primo luogo è importante osservare i sintomi e interpretarli: il segno caratteristico è il dolore, che inizia nella zona lombare posteriore, di solito da un solo lato, e può irradiarsi verso l’inguine anteriormente; generalmente non esiste una posizione che allevi particolarmente il dolore. L’urologo continua dicendo che il primo intervento consiste nella terapia antinfiammatoria, quindi si consiglia di iniziare con il paracetamolo e, se non dovesse essere sufficiente, passare ai FANS, ricordando sempre che è fondamentale una valutazione medica il prima possibile per evitare complicazioni. Se il dolore non risponde al trattamento e persiste, oppure se compare la febbre, è necessario rivolgersi immediatamente al Pronto Soccorso per una gestione urgente. Quando il calcolo si muove lungo l’uretere, l’unico consiglio è mantenere un’idratazione costante durante la giornata, evitando di bere grandi quantità in un solo momento, e riducendo l’assunzione di liquidi durante la colica. In caso di dolore intenso, è preferibile bere meno, poiché l’aumento di liquidi può aggravare il dolore e la dilatazione. L’esperto conclude spiegando che le terapie fai-da-te sono sconsigliate ed è sempre meglio consultare uno specialista prima di intraprendere qualsiasi trattamento. In ogni caso, il miglior consiglio rimane sempre la prevenzione, per non farsi trovare mai impreparati.
Questo articolo non sostituisce il parere di un medico
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