Tutto ciò che c’è da sapere sulla cataratta: quali sono i sintomi e quando è inevitabile l’operazione chirurgica
La cataratta è una patologia oculare caratterizzata dalla progressiva opacizzazione del cristallino, la lente naturale dell’occhio che consente il corretto passaggio della luce. Quando questa struttura perde trasparenza, infatti, la qualità della visione si riduce e possono comparire difficoltà sempre più evidenti nella vita quotidiana. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) la cataratta rappresenta infatti una delle principali cause di cecità e ipovisione a livello globale. La buona notizia è che, nella maggior parte dei casi, è possibile intervenire in modo efficace. Il Dottor Andrea Aretti, oculista presso Humanitas Medical Care di Busto Arsizio, ha spiegato ad Humanitas.it quali sono i sintomi più comuni e quando serve operarsi.
I sintomi
Il sintomo più comune di cataratta è la visione offuscata, come se si guardasse attraverso un vetro appannato, che tende a peggiorare nel tempo. A questo si aggiunge una maggior sensibilità alla luce, con fenomeni di abbagliamento soprattutto in presenza di fonti luminose intense. I colori possono apparire meno vividi e più spenti. Un altro campanello d’allarme è la necessità frequente di cambiare gli occhiali da vista senza ottenere benefici duraturi. In alcuni casi particolari, chi soffre di presbiopia può notare temporaneamente un miglioramento della visione da vicino, casuato da una modifica del cristallino che induce una sorta di “miopizzazione”. Con il progredire della patologia può comparire anche un riflesso biancastro o giallastro visibile nella pupilla.
Quando operarsi
L’intervento chirurgico rappresenta l’unica soluzione efficace per trattare in maniera definitiva la cataratta ed è consigliato quando la riduzione della vista diventa significativa. Il momento è soggettivo e dipende dall’impatto che il disturbo ha sulle attività quotidiane del paziente, come leggere, guidare o lavorare. In generale si interviene quando il calo visivo compromette sia la quantità sia la qualità della visione. Anche alcune condizioni oculari specifiche, come problemi corneali o patologie della retina, possono influenzare la tempistica dell’operazione. La procedura più utilizzata è la facoemulsificazione, che prevede la frammentazione del cristallino opacizzato tramite ultrasuoni e la sua sostituzione con una lente artificiale. L’intervento è rapido e poco invasivo e viene eseguito solitamente in anestesia locale con incisioni minime. In alcuni casi si può ricorrere anche al laser a femtosecondi, che consente una maggiore precisione nelle fasi chirurgiche. Dopo l’operazione il recupero visivo è generalmente progressivo e porta a un miglioramento significativo nell’arco di poche settimane.
Cause e rimedi della cataratta
La causa principale della cataratta è l’invecchiamento naturale che porta ad un progressivo indurimento e opacizzazione del cristallino. Tuttavia esistono diversi fattori che possono favorirne lo sviluppo, tra cui il diabete, le carenze nutrizionali, traumi oculari ed esposizione a radiazioni. Anche alcuni farmaci, in particolare i cortisonici, possono contribuire alla sua comparsa. Nei bambini, invece, le forme congenite possono essere legate a infezioni o infiammazioni contratte durante la gravidanza, come la rosolia. Per quanto riguarda il trattamento non esistono terapie farmacologiche in grado di eliminare del tutto la cataratta: l’unica soluzione resta l’intervento chirurgico. Dopo l’operazione è fondamentale seguire tutte le indicazioni del medico, ad esempio evitare di strofinare l’occhio, usare regolarmente i colliri prescritti e proteggere gli occhi dalla luce con occhiali da sole.
Giornalista pubblicista dal 2013, esperto e specializzato in calcio e altri sport ma anche spettacoli tv, attualità, cronaca e salute.