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Coronavirus, la variante Delta è in Italia: ecco la regione con più contagi

Il 35% dei casi di variante Delta (quella indiana) si trova in una regione del Sud Italia: ecco cosa sta succedendo

Coronavirus, la variante Delta è in Italia: ecco la regione con più contagi
Foto PixaBay
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  • Coronavirus, la variante Delta è in Italia: boom di contagi al Sud

    Il coronavirus sta via via perdendo efficacia in Italia: la campagna di vaccinazione contro il Covid-19 ha rappresentato (come prevedibile) la vera chiave nella lotta contro il “nemico invisibile” e infatti è sempre più basso il numero di malati nel nostro Paese. Attenzione però perché il virus non vuole arrendersi e a dimostrarlo è la variante Delta (quella indiana) che, dopo aver preso piede in Gran Bretagna, ha iniziato a diffondersi anche nel nostro territorio. E c’è una regione in particolare che, come riportato da Notizie.it, ha registrato il boom di casi. STOP ALLE MASCHERINE ALL’APERTO: ECCO DA QUANDO

    La regione italiana con più casi di variante Delta

    Le stime del Gruppo di Bioinformatica del Centro Ceinge-Biotecnologie Avanzate, diretto da Giovanni Paolella, fanno notare che in una regione specifica si registra il 35% dei casi di variante Delta presenti in tutta Italia. Si tratta della Puglia in cui, spiegano gli esperti, nel periodo 16-21 giugno c’è stato un cospicuo aumento di positivi alla variante indiana. A seguire ci sono Trentino-Alto Adige (26%) e Veneto (18%). Più distaccate Umbria (10%), Sardegna (5%) e il trio Lazio-Sicilia-Lombardia (1% ciascuna). ARRIVA L’HANTAVIRUS, ECCO DI COSA SI TRATTA

    Il bollettino di lunedì 21 giugno 2021

    Sono 495 i nuovi contagi di Covid-19 in Italia (ieri 881), a fronte di 81.752 tamponi giornalieri effettuati (ieri 150.522). La percentuale di positivi considerando il totale dei tamponi è allo 0,6% (stabile rispetto allo 0,6% di ieri). Sono 21 le vittime registrate in 24 ore. Le terapie intensive sono 385 (-4), con 9 nuovi ingressi nelle ultime 24 ore. È questo il quadro che emerge dal bollettino del Ministero della Salute del 21 giugno sulla situazione coronavirus in Italia. I MEDICI CHIEDONO LA SOSPENSIONE DEL GREEN PASS: ECCO PERCHÉ

    IL MINISTRO DELLA SALUTE ROBERTO SPERANZA NON É ANCORA VACCINATO, CONTINUA A LEGGERE PER TUTTI I DETTAGLI

  • Bassetti: “Scandaloso che Speranza non sia vaccinato”

    Tra coloro che non hanno ancora ricevuto il vaccino contro il coronavirus c’è uno dei personaggi più in vista durante l’emergenza Coronavirus: stiamo parlando di Roberto Speranza, ministro della Salute. La vicenda non è passata inosservata, tanto che Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie Infettive all’Ospedale San Martino di Genova, ha definito “scandaloso il fatto che il ministro della Salute non sia vaccinato. Primo perché mi pare che come età rientri in quella fascia di popolazione che doveva vaccinarsi e secondo perché doveva dare l’esempio con AstraZeneca, che i suoi tecnici avevano tanto raccomandato”, ha dichiarato all’Adnkronos.

    Bassetti: “Speranza forse dovrebbe dimettersi”

    “Un ministro della Salute che non si vaccina durante la più grande campagna vaccinale della storia è allucinante e forse dovrebbe dimettersi”, ha dichiarato Bassetti, commentando un’intervista di Speranza a La Stampa nella quale afferma che non si è ancora vaccinato e che lo farà tra pochi giorni dal medico di famiglia. “Cosa devono pensare le persone? Poi uno si chiede perché veniamo attaccati noi medici sui social. La gente scarica su di noi la rabbia perché vede che un ministro quarantenne non si è ancora vaccinato. Mentre doveva essere il primo a metterci il braccio”.

  • Bassetti: “Personaggi pubblici dovrebbero dare l’esempio”

    Secondo Bassetti, “personaggi pubblici con un ruolo nella sanità, come un ministro, dovrebbero dare l’esempio in un momento così difficile. Avrà seguito i canali ufficiali, ma è un fatto di opportunità”. Lo stesso Bassetti ha poi commentato le ultime notizie a proposito del mix di vaccini: “Io non sarei così critico con l’Aifa, il mix di vaccini è stato autorizzato in altri Paesi come Canada e Germania”.

    Bassetti sul mix di vaccini: “Gli studi preliminari dicono che si può fare”

    Sul mix di vaccini, quindi, Bassetti ha pochi dubbi: “Non si tratta di dire che si dovrà fare sempre così, ma se in Italia si dovesse avere un cambio di destinazione di un vaccino si può fare la seconda dose con un vaccino diverso. Gli studi, seppur preliminari, mi pare dicano che si possano fare. In medicina è corretto cambiare se si modificano le evidenze scientifiche, quindi non trovo nulla di male in quello che ha fatto l’Aifa. I vaccini anti-Covid li conosciamo da otto mesi ed è giusto confrontarsi con nuove evidenze”.

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Marco Reda

Giornalista pubblicista dal 2013, esperto e specializzato in calcio e altri sport ma anche spettacoli tv, attualità, cronaca e salute.

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