Ecco quali sono i rischi ai quali ci esponiamo quando non mangiamo per più di tre giorni
Digiunare in maniera prolungata, se da una parte attiva processi metabolici come la chetogenesi, il risparmio proteico parziale e significative variazioni del metabolismo ormonale, ci espone a rischi clinici seri che possono peggiorare nel tempo. Nei casi più gravi possono anche verificarsi aritmie ventricolari causate da squilibri idroelettrolitici importanti. Non meno serie sono altre condizioni che possono verificarsi come iponatriemia da eccesso di acqua libera, ipokaliemia e ipomagnesiemia.
Ipoglicemia e altre conseguenze rischiose
L’ipoglicemia può rappresentare un rischio serio perchè non introdurre cibo per molto tempo attiva glicogenolisi e chetogenesi oltre a dare luogo ad episodi ipoglicemici sintomatici che possono comportare anche danni neurologici seri. Il digiuno prolungato favorisce la perdita di massa magra e riduce i marcatori di formazione ossea. La conseguenza è quella di sviluppare condizioni gravi come osteopenia e fratture.
I rischi legati al digiuno prolungato
Se ci asteniamo dal cibo per 3-5 giorni, quando torniamo ad assumere carboidrati rapidamente, si può verificare una massiva secrezione di insulina e shift intracellulare di fosfato, potassio e magnesio. Questa condizione può causare aritmie e insufficienza cardiaca. Si tratta del cosiddetto “Refeeding Sindrome” che richiede un tempestivo intervento con integrazione di tiamina ed elettroliti e rialimentazione graduale. Il digiuno prolungato espone il paziente ad altri rischi che possono essere bradicardia, ipotensione, allungamento del QT e variazioni ormonali tiroidee. Per questa ragione l’astensione prolungata dal cibo dovrebbe essere evitata nelle donne in gravidanza o che stanno allattando. Risulta altresì molto pericolosa per i bambini in età pediatrica, anziani fragili, diabetici e cardiopatici.
Conclusione
Adottare queste pratiche per dimagrire comporta rischi importanti per la salute. Per questa ragione un regime alimentare ipocalorico dovrebbe essere sempre effettuato sotto stretto controllo medico, senza prendere iniziative individuali che possono risultare disastrose per la salute. Va ricordato che un digiuno oltre le 72 h comporta rischi clinici che superano di gran lunga i benefici. Non va mai inteso come intervento terapeutico di routine, ma può essere prescritto solo in presenza di determinate condizioni, a patto che venga svolto sotto il monitoraggio di personale qualificato. Il contenuto di questo articolo non sostituisce il parere di un medico.
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