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Dito a scatto, il dottor Giorgio Pivato spiega quali sono i sintomi, come si diagnostica e si cura

Cosa s'intende per dito a scatto; il dottor Giorgio Pivato spiega sintomi, diagnosi e trattamenti

Dito a scatto, il dottor Giorgio Pivato spiega quali sono i sintomi, come si diagnostica e si cura
Foto Wikimedia Commons

Dito a scatto, di cosa si tratta

Come riportato da santagostino.it, il concetto di dito a scatto indica un problema nell’articolazione tra i tendini e le loro guaine. In condizioni normali, i tendini si muovono senza difficoltà dentro le guaine, permettendo un movimento fluido delle dita. Negli individui che soffrono di dito a scatto, si presenta una situazione in cui il tendine flessore rimane bloccato all’interno della guaina sinoviale durante il movimento. Questo porta a una temporanea incapacità di estendere o piegare interamente il dito interessato. Quando il tendine finalmente si sblocca, si ha la sensazione che il movimento sia preceduto da uno scatto all’interno della guaina. Il termine clinico per indicare il dito a scatto è: tenosinovite stenosante dei flessori delle dita. Quali sono i sintomi, come si diagnostica e qual è la cura, li spiega il dottor Giorgio Privato, responsabile di Chirurgia della Mano e Microchirurgia Ricostruttiva presso l’IRCCS Istituto Clinico Humanitas di Rozzano.

I sintomi del dito a scatto

Come riporta Humanitas.it, il sintomo principale del dito a scatto consiste in un dolore alla radice del dito; se la condizione peggiora, può manifestarsi un fastidioso scatto percepito quando si piega o si estende il dito interessato. Il dolore tende a essere più acuto al mattino, dopo una notte di riposo, quando i tendini si sono ingrossati per dell’accumulo di fluidi durante l’immobilità notturna. Con il dito a scatto, attività quotidiane come affettare verdure o sollevare una tapparella possono comportare un intenso dolore. Anche il tentativo di allungare un dito rimasto bloccato in posizione piegata sarà estremamente doloroso. Nelle fasi avanzate, il dito potrebbe restare fisso e perdere la capacità di piegarsi del tutto, rimanendo in una posizione leggermente flessa.

Altri segnali possono comprendere:

– Dolore alla radice del dito

– Difficoltà a piegare completamente il dito

– Rigidità al mattino

– Blocco del dito in posizione flettente

Dito a scatto: la diagnosi

E’ necessario contattare un medico se si manifestano i sintomi del dito a scatto, in particolare se si prova un dolore intenso e se il dito tende molte volte a bloccarsi in posizione piegata. Un intervento tempestivo può essere utile per evitare un aggravamento della condizione e per ridurre il rischio di dover ricorrere a un’operazione chirurgica. La diagnosi del dito a scatto viene solitamente eseguita durante una visita dal medico. Quest’ultimo, analizzerà i sintomi riportati dal paziente e osserverà i movimenti del dito interessato. In alcune circostanze, potrebbe essere utile effettuare un’ecografia o una radiografia per escludere altre possibili condizioni.

La cura del sito a scatto

Il trattamento del dito a scatto varia in base all’intensità del disturbo. Nei casi meno severi, possono risultare efficaci approcci non invasivi, come:

Tutore. Quando la tenosinovite stenosante è di nuova insorgenza e non ha ancora comportato un’impossibilità totale di movimento, in genere si opta per una terapia non chirurgica. La soluzione più utilizzata consiste nell’impiego di due tipologie di tutori: uno da indossare di notte e uno durante il giorno, entrambi adattati alle specifiche esigenze della mano del paziente. Il tutore notturno serve a mantenere le dita affette dall’infiammazione in una posizione rilassata durante la notte, riducendo così la possibilità di un peggioramento dei sintomi al risveglio. Durante il giorno, per permettere al paziente di muovere la mano come di consueto, si utilizza un tutore meno ingombrante che viene applicato alla base del dito, facilitando il movimento necessario mentre impedisce una flessione eccessiva del dito.

Iniezioni di cortisone. Se l’uso del tutore si dimostra non sufficiente, l’iniezione di cortisone nella guaina tendinea può alleviare l’infiammazione e il dolore e, in alcune situazioni, risolvere definitivamente il problema, proprio interrompendo quel ciclo negativo menzionato in precedenza.

– Nei casi più severi, o quando i trattamenti non invasivi non si nrivelano efficaci, è necessario ricorrere all’intervento chirurgico. Esso si svolge in day hospital, con anestesia locale e ha una durata di pochi minuti. Il chirurgo effettua un’apertura della guaina tendinea per liberare il tendine, permettendo così che si muova senza ostacoli. Dalla giornata successiva, il paziente sarà in grado di muovere la mano normalmente e riprendere tutte le sue normali attività senza restrizioni.

Questo articolo non sostituisce il parere di un medico.

 

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Carmine Orlando

Classe 1971, da oltre un decennio svolgo il lavoro di redattore web. Ho collaborato con molti siti ed essendo una persona poliedrica mi sono occupato di svariati argomenti, dall'astrologia alla salute, dalla politica al fisco, dalla tv allo sport. Ma mi diletto anche nella stesura di articoli di terremoti, astronomia, cronaca, tecnologie e lotterie. Adoro scrivere ma anche leggere.

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