Cos’è il dito a scatto e perché questa condizione della mano può provocare blocchi dolorosi: tutto ciò che c’è da sapere spiegato dal Dottor Mattia Carozzo
Il dito a scatto, noto in medicina come tenosinovite stenosante, è una condizione che interessa i tendini della mano e che può rendere difficile il normale movimento delle dita. Chi ne soffre avverte spesso un blocco improvviso del dito in posizione piegata che, nel momento in cui si raddrizza, produce uno scatto brusco e talvolta doloroso. Il disturbo colpisce più frequentemente la mano dominante e tende a interessare soprattutto pollice, medio o anulare. Nei casi più evidenti il movimento della mano diventa rigido e meno fluido nelle attività quotidiane. I sintomi possono includere gonfiore, dolore nel palmo e una sensazione di scatto durante la flessione e l’estensione del dito. Il Dottor Mattia Carozzo, fisioterapista, ha spiegato ad Hsr.it quali sono le cause più comuni di questo problema e in che modo i medici arrivano alla diagnosi.
Le cause
All’origine del dito a scatto c’è generalmente un restringimento della guaina che avvolge il tendine del dito interessato. Quando questo spazio si riduce, il tendine fatica a scorrere in modo naturale durante il movimento e può verificarsi il caratteristico blocco seguito dallo “scatto”. Tale restringimento è spesso il risultato di microtraumi ripetuti nel tempo che provocano un ispessimento dei tessuti. Le attività lavorative manuali svolte per molte ore al giorno possono aumentare il rischio di sviluppare questo disturbo. Professioni come manovali, elettricisti, cuochi o massaggiatori sono tra quelle più esposte proprio per l’utilizzo continuo delle mani. Anche chi trascorre molte ore al computer può sviluppare una sollecitazione costante delle dita. Nel tempo questi movimenti ripetitivi possono provocare infiammazione e rigidità dei tendini.
Come si diagnostica
Il medico parte innanzitutto dall’anamnesi, cioè dal racconto dei sintomi e delle abitudini del paziente. Successivamente viene eseguito un esame obiettivo della mano per valutare il movimento delle dita e individuare eventuali punti dolorosi. Durante la visita il paziente può essere invitato ad aprire e chiudere la mano più volte per verificare se compare il tipico scatto. Il medico controlla anche la presenza di rigidità o limitazioni nei movimenti. Attraverso la palpazione del palmo è possibile individuare piccoli noduli sottocutanei che spesso risultano sensibili o dolorosi al tatto; questi ispessimenti sono legati al tendine che fatica a scorrere correttamente nella sua guaina.
Rimedi e trattamenti
Il trattamento del dito a scatto dipende dalla gravità dei sintomi. Nelle forme iniziali i medici possono consigliare riposo della mano, riduzione delle attività ripetitive e l’uso di farmaci antinfiammatori per diminuire dolore e infiammazione. In molti casi la fisioterapia aiuta a migliorare la mobilità attraverso esercizi specifici, mobilizzazioni manuali e tecniche di rilassamento dei tessuti. Tra le terapie fisiche utilizzate ci sono anche ultrasuoni, laser terapeutico o tecarterapia, che possono favorire il recupero dei tessuti. Quando il disturbo non migliora con le terapie conservative, lo specialista può valutare infiltrazioni di corticosteroidi per ridurre l’infiammazione del tendine. Nei casi più persistenti si può ricorrere a un piccolo intervento chirurgico che libera il tendine dalla guaina ristretta, permettendo al dito di tornare a muoversi normalmente.
Questo articolo non sostituisce il parere di un medico
Giornalista pubblicista dal 2013, esperto e specializzato in calcio e altri sport ma anche spettacoli tv, attualità, cronaca e salute.