Il dolore cronico è un problema di salute serio da curare il prima possibile: ecco cosa dice il Dottor Pietro Sebastiano
Il dolore cronico rappresenta una delle condizioni cliniche più diffuse e sottovalutate: esso colpisce tra il 25% e il 30% della popolazione mondiale e, indipendentemente dalla parte del corpo interessata, finisce sempre per ripercuotersi in modo significativo sulla qualità della vita di chi ne è affetto. Il dolore cronico è a tutti gli effetti una patologia autonoma che merita ascolto, una diagnosi accurata e un trattamento mirato; troppo spesso, infatti, viene minimizzato o sottostimato, con conseguenze rilevanti anche sulla sfera psicologica dei pazienti. A fare chiarezza su questo tema è il Dottor Pietro Sebastiano, responsabile del reparto di Anestesia e Rianimazione dell’Istituto Clinico Città di Brescia, che ha illustrato per GruppoSanDonato.it come si manifesta il dolore cronico, da cosa è causato e quali sono le strade terapeutiche oggi disponibili.
Quando il dolore diventa cronico
Secondo il Dottor Sebastiano il dolore non può essere ridotto al solo aspetto fisico: si tratta di un’esperienza insieme sensoriale ed emotiva, legata a un danno dei tessuti ma inevitabilmente connessa anche a una dimensione psicologica che non può essere spiegata in termini puramente oggettivi. Si definisce cronico quando persiste oltre i tre mesi, ovvero il tempo che l’organismo impiega mediamente per guarire da una lesione. Superata questa soglia, il dolore cessa di svolgere la funzione di campanello d’allarme e si trasforma in una malattia a sé stante, profondamente diversa dal dolore acuto, che invece si risolve con la guarigione. Le cause possono essere molteplici: patologie reumatologiche, artrosi, artrite, lesioni ai legamenti, esiti di interventi chirurgici, oppure malattie sistemiche come il diabete. In altri casi è riconducibile a danni ai nervi o a processi infiammatori persistenti. Il dolore cronico può presentarsi in forme molto diverse: sordo e continuo, intenso e ben localizzato, pulsante come un martellamento oppure caratterizzato da sensazioni improvvise simili a scosse elettriche.
Diagnosi e impatto
Quando il dolore supera i tre mesi di durata e si accompagna a sintomi come ansia, irritabilità, difficoltà a dormire e un generale peggioramento della qualità della vita, è importante non rimandare e parlarne con il proprio medico di famiglia. Lui stesso potrà valutare un approfondimento specialistico e indirizzare il paziente verso un algologo, ovvero il medico specializzato nella diagnosi e nel trattamento del dolore, per avviare un percorso di presa in carico multidisciplinare. La prima visita richiede tempo: può durare anche oltre un’ora, perché oltre alla valutazione clinica è fondamentale esplorare la storia personale del paziente, il suo stato psicologico e il contesto familiare e sociale in cui vive. Il dolore cronico interessa circa 100 milioni di persone in Europa con un’incidenza che cresce con l’età e che colpisce in misura maggiore le donne e le persone in condizioni socioeconomiche svantaggiate. Chi ne soffre presenta un rischio di sviluppare depressione fino a cinque volte superiore rispetto alla popolazione generale, oltre a essere più esposto a disturbi d’ansia, insonnia, stanchezza cronica e irritabilità.
Le terapie disponibili
Il trattamento del dolore cronico non segue uno schema fisso: le terapie vanno sempre calibrate sul singolo paziente, come sottolineato dallo stesso Dottor Sebastiano. In genere si parte da un approccio farmacologico che prevede l’utilizzo di analgesici e, nei casi in cui la componente psicologica è rilevante, anche di antidepressivi o di farmaci e integratori con effetto protettivo sul sistema nervoso. É poi altrettanto importante associare supporto psicologico, educazione alla gestione del dolore e strategie concrete per migliorare lo stile di vita. Nei casi più selezionati e resistenti alle terapie convenzionali, infine, si ricorre a procedure mininvasive come la laserterapia, la nucleoplastica e l’utilizzo di cateteri a radiofrequenza.
Giornalista pubblicista dal 2013, esperto e specializzato in calcio e altri sport ma anche spettacoli tv, attualità, cronaca e salute.