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Ebola, l’epidemia si sta diffondendo più velocemente del previsto: avviate le contromisure anche in Italia

Confermato il focolaio di malattia da virus Bundibugyo dopo l’identificazione di un caso in Uganda importato dalla Repubblica Democratica del Congo

Ebola, l’epidemia si sta diffondendo più velocemente del previsto: avviate le contromisure anche in Italia
Allarme Oms per l'epidemia di Ebola in Congo - Foto Ansa

Ebola, l’Oms lancia l’allarme per il pericolo diffusione del virus Bundibugyo: ecco i casi già diagnosticati

È in corso di svolgimento la riunione di emergenza del comitato dell‘OMS che dovrà valutare nuove misure per arginare l’epidemia di Ebola scoppiata nella Repubblica Democratica del Congo che ha già causato oltre 130 vittime e più di 500 casi sospetti, coinvolgendo anche alcuni stati confinanti. A destare maggiormente allarme è stata la dichiarazione recente di un portavoce del governo della Repubblica democratica del Congo che ha parlato esplicitamente di nuovi casi segnalati anche in Uganda. Questo dimostrerebbe che l’epidemia potrebbe travalicare i confini del Congo e diffondersi a macchia d’olio molto più rapidamente di quanto era stato preventivato.

La posizione dell’Oms

Il virus che ha causato numerose vittime in Congo è il Bundibugyo, un ceppo del virus Ebola. La velocità con cui si sta diffondendo l’epidemia ha indotto l’organizzazione Mondiale della Sanità a diramare un’emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale per alzare il livello di allerta e indurre tutti i paesi a prendere delle contromisure per monitorare eventuali rischi. Come ha avuto modo di spiegare anche il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, la decisione di alzare il livello di allerta è stata presa dopo aver consultato i ministri della sanità della Repubblica del Congo e dell’Uganda. Lo stesso alto dirigente dell’Oms ha spiegato che i casi confermati nella Repubblica democratica del Congo sono 30, mentre due casi sono stati rilevati nella capitale europea ugandese, Kampala. A risultare infetto è stato anche un cittadino americano che è stato trasferito in Germania e sottoposto a quarantena.

Le contromisure adottate

Le autorità sanitarie congolesi hanno rassicurato l’opinione pubblica informando di avere già avviato tutte le strategie di tracciamento e di indagine sui casi sospetti di infezione, anche se la tensione rimane altissima. Anche in Italia è stata avviata la procedura di sorveglianza sanitaria al personale proveniente da Congo e Uganda. Il capo del dipartimento prevenzione del ministero della salute, Maria Rosaria Campitiello, ha sottolineato in un’intervista la “potenziale gravità dell’infezione in concomitanza con un’assenza di terapia o vaccini specifici approvati”.

Gli Usa hanno chiuso le frontiere a chi ha visitato i luoghi a rischio

Le autorità sanitarie italiane si sono già attivate per monitorare eventuali ingressi in Italia di persone provenienti dai due stati africani maggiormente coinvolti. Gli Stati Uniti hanno invece deciso di sospendere l’ingresso nel proprio paese cittadini non americani che negli ultimi 21 giorni hanno visitato le aree colpite da Ebola.

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Marco Antonio Tringali

Coltivo da anni la passione per la scrittura e per i social network. La ricerca della verità, purchè animata da onestà intellettuale, è una delle mie sfide. Scrivo da diversi anni per importanti siti di informazione che mi danno l'opportunità di dare sfogo alla mia passione innata per il giornalismo.

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