L’enfisema polmonare è una malattia respiratoria cronica che danneggia progressivamente i polmoni e riduce la capacità di respirare: ecco sintomi e terapie
L’enfisema polmonare è una patologia respiratoria cronica che colpisce in modo progressivo il tessuto dei polmoni provocando un danno permanente agli alveoli, le piccole sacche d’aria dove avvengono gli scambi tra ossigeno e anidride carbonica. Quando queste strutture si dilatano, e si danneggiano, la superficie utile per lo scambio dei gas diminuisce e la respirazione diventa sempre più difficile. Nel tempo questo processo può portare anche a insufficienza respiratoria, dunque è fondamentale prestare attenzione ai primi segnali che il corpo può manifestare e non sottovalutare eventuali cambiamenti nella respirazione o nella tolleranza allo sforzo. Ecco quali sono i sintomi di enfisema polmonare e in che modo si cura, come riportato da Humanitas.it.
I sintomi dell’enfisema
Il segnale più frequente di enfisema polmonare è la difficoltà respiratoria che inizialmente compare durante attività fisiche o sforzi ma che, nelle fasi più avanzate, può manifestarsi anche a riposo. Molte persone avvertono un respiro corto o affannoso e possono avere difficoltà a parlare senza fermarsi per riprendere fiato. Un altro sintomo tipico è la tosse persistente, spesso accompagnata da produzione di catarro. In alcuni casi si osserva anche un aumento della frequenza cardiaca, noto come tachicardia, legato allo sforzo dell’organismo nel compensare la ridotta ossigenazione. Con il progredire della malattia il torace può assumere una forma più arrotondata e dilatata, definita “torace a botte“, dovuta all’iperespansione dei polmoni. Possono inoltre comparire sibili o rumori respiratori durante la respirazione, soprattutto quando si compiono sforzi fisici. Nei casi più complessi si possono formare bolle d’aria nel tessuto polmonare che, se si rompono, possono provocare uno pneumotorace, ovvero il collasso di un polmone.
Come si cura
Il trattamento dell’enfisema polmonare non consente di riparare il danno già presente nei polmoni, tuttavia può aiutare a ridurre i sintomi e a rallentare l’evoluzione della stessa malattia. Il primo passo fondamentale consiste nell’eliminare i fattori che favoriscono il peggioramento della condizione, in particolare il fumo di sigaretta. Sul piano terapeutico vengono spesso prescritti farmaci broncodilatatori, i quali aiutano ad aprire le vie respiratorie e facilitano il passaggio dell’aria nei polmoni. In alcuni casi vengono utilizzati anche corticosteroidi per via inalatoria, utili per ridurre l’infiammazione delle vie respiratorie e migliorare la respirazione. Nei pazienti con forme più avanzate può essere necessario ricorrere all’ossigenoterapia, la somministrazione di ossigeno supplementare per compensare la ridotta capacità dei polmoni di ossigenare il sangue. Un ruolo importante è svolto anche dalla riabilitazione polmonare, un percorso personalizzato che comprende esercizi respiratori, attività fisica controllata e programmi educativi per migliorare la qualità della vita. Nei casi più gravi si può valutare un intervento chirurgico per rimuovere parti di polmone particolarmente danneggiate o, in situazioni selezionate, il trapianto polmonare.
Cause e prevenzione
La causa più comune dell’enfisema polmonare è l’esposizione prolungata al fumo di sigaretta che contiene sostanze irritanti e tossiche in grado di danneggiare progressivamente il tessuto polmonare. Tuttavia anche altri fattori possono contribuire allo sviluppo della malattia, ad esempio l’esposizione professionale a polveri e sostanze chimiche, come polvere di silice, polvere di carbone, polvere di grano o fumi di saldatura, rappresenta un rischio per chi lavora in determinati ambienti industriali. Anche l’inquinamento atmosferico, soprattutto nelle aree urbane caratterizzate da traffico intenso o da combustioni domestiche come caminetti e stufe, può favorire l’enfisema polmonare. In una piccola percentuale di casi, inoltre, l’enfisema è legato a una condizione genetica rara, la carenza di alfa-1-antitripsina, proteina che ha la funzione di proteggere i polmoni dai danni. La prevenzione si basa soprattutto sull’adozione di comportamenti protettivi: smettere di fumare, evitare l’esposizione al fumo passivo, proteggersi con dispositivi adeguati negli ambienti di lavoro polverosi e mantenere uno stile di vita sano.
Questo articolo non sostituisce il parere di un medico
Giornalista pubblicista dal 2013, esperto e specializzato in calcio e altri sport ma anche spettacoli tv, attualità, cronaca e salute.