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Ernia iatale, il dottor Marco Rovagnati spiega quali sono i sintomi, le possibili cause e le cure

Che cos'è l'ernia iatale e le varie tipologie. Il dotto Rovagnati spiega quali sono i sintomi, le cause e i trattamenti

Ernia iatale, il dottor Marco Rovagnati spiega quali sono i sintomi, le possibili cause e le cure
Foto Pixabay.com

Che cos’è l’ernia iatale

Come riporta issalute.it, l’ernia iatale si verifica quando una parte dello stomaco risale nel torace tramite una fessura presente nel diaframma. Quest’ultimo è un muscolo a forma di cupola che divide la cavità toracica dall’addome e contiene un foro che permette all’esofago, il tubo che trasporta il cibo e i liquidi, di connettersi allo stomaco situato, invece, nell’addome. E’ mediante questo foro, noto come iato diaframmatico, che, in caso di ernia iatale, lo stomaco prosegue nel torace.

Esistono tre tipologie di ernia iatale:

– l’ernia da scivolamento, la più diffusa, dove l’ernia si sposta dentro e fuori dalla cavità toracica. Non è una condizione fissa, poiché la parte dello stomaco coinvolta si muove in base alla pressione addominale. E’ più comune tra le persone obese;

– l’ernia paraesofagea, nella quale la parte dello stomaco resta bloccata nella cavità toracica, accanto all’esofago;

– l’ernia mista, che combina caratteristiche delle altre due tipologie, ed è meno comune.

L’ernia iatale si riscontra comunemente, specialmente tra i soggetti sopra i 50 anni, le persone in sovrappeso e le donne in gravidanza. In Italia, circa il 15% della popolazione presenta un’ernia iatale, con questo numero che aumenta tra coloro che hanno più di 50 anni, fino a includere quasi tutte le persone over 80. Quando l’ernia iatale non presente sintomi, solitamente non si rende necessario ricorrere a interventi chirurgici o a trattamenti farmacologici.

I sintomi 

Come riporta materdomini.it, il dottor Marco Rovagnati, esperto di ernia e chirurgia laparoscopica, chirurgo generale in Humanitas Mater Domini e nei centri medici Humanitas Medical Care, spiega che quando si manifestano i sintomi, di solito sono associati al reflusso gastroesofageo. I segnali più frequenti includono: Alito cattivo; sensazione di bruciore gastrico; problemi nella deglutizione; dolore dietro lo sterno; sensazione di nausea; battiti cardiaci accelerati dopo aver mangiato; rigurgito.

Le possibili cause

Secondo l’esperto, le cause dell’ernia iatale possono essere sia di natura congenita che dovute a fattori esterni. Alcuni soggetti possono essere nati con una tendenza causata da una debolezza nei muscoli del diaframma. Tuttavia, la forma più comune di ernia iatale si manifesta principalmente a causa dell’invecchiamento. Altri elementi che aumentano il rischio comprendono: gravidanza; sforzi eccessivi, come episodi di tosse persistente, vomito, sollevamento di carichi pesanti, e una forte tensione nei muscoli addominali legata all’atto di evacuare; sovrappeso o obesità; lesioni addominali.

Trattamento e cura

Il dottor Rovagnati affronta l’argomento del trattamento e della cura dell’ernia iatale. Il modo in cui si affronta l’ernia iatale varia in base alla gravità della patologia e alla presenza di sintomi. Nei casi asintomatici o lievi, potrebbe non servire alcuna cura. Tuttavia, se ci sono sintomi di reflusso gastroesofageo, le opzioni di trattamento possono comprendere:

– Modifiche alla dieta: è fondamentale evitare cibi che aumentano l’acido nello stomaco o che possono irritare l’esofago, come alimenti piccanti, fritti o troppo grassi, agrumi, pomodori, cioccolato, caffè, tè e bevande alcoliche. E’ preferibile consumare pasti leggeri e frequenti e non sdraiarsi immediatamente dopo aver mangiato.

– Miglioramento delle abitudini quotidiane: ridurre il peso corporeo, se necessario, smettere di fumare e diminuire il livello di stress.

– Medicina: per sintomi da moderati a gravi, possono essere utilizzati farmaci che abbassano l’acido gastrico, come antiacidi, inibitori della pompa protonica (PPI) o antagonisti H2, oppure l’uso di sostanze come l’alginato di sodio, che forma una barriera protettiva sulla mucosa esofagea e gastrica.

Nei casi più gravi, come un’ernia iatale con sintomi che supera i 6 centimetri, può rendersi necessario un intervento chirurgico. La procedura solitamente consigliata è quella laparoscopica, un metodo poco invasivo.

Questo articolo non sostituisce il parere di un medico.

 

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Carmine Orlando

Classe 1971, da oltre un decennio svolgo il lavoro di redattore web. Ho collaborato con molti siti ed essendo una persona poliedrica mi sono occupato di svariati argomenti, dall'astrologia alla salute, dalla politica al fisco, dalla tv allo sport. Ma mi diletto anche nella stesura di articoli di terremoti, astronomia, cronaca, tecnologie e lotterie. Adoro scrivere ma anche leggere.

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