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Martedì 8 Settembre
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Ernia iatale: sintomi, diagnosi e cura spiegati dal dottor Marco Dal Fante

Che cos'è l'ernia iatale, cosa la provoca, quali sono i sintomi, la diagnosi e la terapia spiegati dal dottor Marco Dal Fante

Ernia iatale: sintomi, diagnosi e cura spiegati dal dottor Marco Dal Fante
Foto Pixabay.com

Che cos’è l’ernia iatale

Come riportato da humanitas-sanpiox.it, l’ernia iatale rappresenta una problematica frequente che causa il reflusso acido, permettendo al contenuto gastrico di risalire nell’esofago. Questa malattia interessa l’apertura del diaframma che collega l’esofago allo stomaco e può essere trattata con successo se viene diagnosticata in modo corretto. Di questo tema ne hanno parlato con il dottor Marco Dal Fante, Direttore di Gastroenterologia e Endoscopia digetiva presso Humanitas San Pio X.

Le cause della comparsa dell’ernia iatale

In alcune persone, l’ernia iatale può manifestarsi come una condizione legata all’obesità, specialmente quando il grasso si accumula prevalentemente nella zona addominale. In presenza di un’ernia iatale, solitamente, il muscolo sfinterale esofageo inferiore, che normalmente si trova all’altezza dello iato del diaframma e collega esofago e stomaco, può diventare inefficace. Questa situazione si verifica quando lo sfintere non riesce più a chiudersi correttamente dopo che il cibo è entrato nello stomaco, o dopo l’assunzione di bevande o anche solamente di saliva. Poiché non riesce a chiudersi correttamente, non può prevenire il risalire del contenuto gastrico (reflusso acido) e di una porzione dello stomaco (visceri) verso l’esofago. Nei soggetti obesi, questa condizione è molte volte provocata dall’ernia iatale da scivolamento, in cui la sezione dello stomaco interessata tende a spostarsi frequentemente su e giù, in base ai cambiamenti di pressione nella cavità addominale. Infatti, i segni dell’ernia iatale di solito si manifestano dopo un lavoro fisico, un colpo di tosse, o qualsiasi contrazione dei muscoli addominali, oppure quando ci si sdraia con le gambe sollevate rispetto alla testa. Altri fattori che possono contribuire all’ernia iatale includono un esofago corto, sia congenito che causato dall’ingestione accidentale di sostanze acide o alcaline, che provoca una nretrazione cicatriziale dell’esofago.

I sintomi dell’ernia iatale

Per identificare e diagnosticare un’ernia iatale, è consigliabile consultare un medico, soprattutto se ci sono frequenti eruttazioni che si originano dallo stomaco e risalgono verso il torace. Questi brontolii si manifestano spesso nell’arco della giornata, partendo da una sensazione di pesantezza allo stomaco (aumento della pressione interna), seguiti da dolore nella zona superiore dell’addome e al petto (che a volte può essere confuso con un attacco cardiaco) causato da un’espansione dello stomaco, e culminano nell’espulsione di aria (eruttazione), che porta sollievo e riduce i sintomi. Sebbene l’eruttazione sia il sintomo più distintivo dell’ernia iatale, gli effetti del reflusso acido possono provocare altri sintomi come bruciore nella parte superiore dell’addome, rigurgito, asma e ritmi cardiaci anomali, specialmente dopo i pasti. Quando l’ernia iatale è accompagnata da reflusso acido, nei casi più gravi può portare a ulcere esofagee con sintomi come bruciore dietro lo sterno, sensazione di bruciore alla gola e, in alcune situazioni, dolore al torace. In alcune persone, questa condizione può anche causare disfagia, ovvero difficoltà a deglutire e nel far passare il cibo dalla faringe allo stomaco, oltre a dare la sensazione di avere qualcosa di estraneo o un nodo alla gola, accompagnata da un elemento notevole della produzione di saliva (scialorrea).

Diagnosi e cura

In base ai segni clinici, la diagnosi potrebbe richiedere l’uso di raggi x o di un esame chiamato esofagogastroduodenoscopia (EGDS) per analizzare e controllare sia la funzionalità dello sfintere esofageo, sia la possibile presenza di infiammazione dell’esofago (esofagite) causata da reflusso acido. Dopo aver effettuato la diagnosi, i sintomi legati all’ernia iatale possono essere trattati attraverso terapie farmacologiche, come ad esempio l’assunzione di farmaci antiacidi, oltre a modifiche nel modo di vivere, come ridurre il consumo di alcuni alimenti quali caffeina, bevande alcoliche e pasti pesanti. In generale, una volta che i sintomi del reflusso vengono alleviati, si nota un progressivo miglioramento anche dei disturbi connessi all’ernia iatale.

Questo articolo non sostituisce il parere di un medico

Carmine Orlando

Carmine Orlando

Classe 1971, da oltre un decennio svolgo il lavoro di redattore web. Ho collaborato con molti siti ed essendo una persona poliedrica mi sono occupato di svariati argomenti, dall'astrologia alla salute, dalla politica al fisco, dalla tv allo sport. Ma mi diletto anche nella stesura di articoli di terremoti, astronomia, cronaca, tecnologie e lotterie. Adoro scrivere ma anche leggere.

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