Cosa sono i fibromi penduli
Come riporta pazienti.it, i fibromi penduli sono anche noti come peduncoli cutanei, fibromi molli, polipi fibroepiteliali o acrochordon, e rappresentano piccole protusioni della pelle di natura benigna. Queste escrescenze tendono a fuoriuscire o “pendere” dalla pelle, da cui deriva il loro nome, e sono collegate tramite un sottile peduncolo, che le distingue da altre formazioni cutanee come le verruche. A livello visivo, i fibromi penduli mostrano una parte centrale fibrosa, nella quale si possono notare anche cellule adipose, coperte da uno strato di epidermide. Inoltre, la loro superficie può essere sia liscia che corrugata. I fibromi penduli non sono congeniti, ciò significa che non si trovano alla nascita e il loro numero tende a crescere con l’età, con circa il 25% degli adulti che li presenta in varie zone del corpo. Spesso, non ci si accorge nemmeno di questi piccoli peduncoli sulla pelle, specialmente quando sono di dimensioni ridotte (meno di 2 mm). Tuttavia, possono creare fastidi se sottoposti a frizione eccessiva, come nel caso di vestiti o accessori indossati, oppure durante la rasatura, o anche se si impigliano in una catenina nel caso si trovino sul collo. Qui di seguito, scopriamo come si formano i fibromi penduli, quando è indicato rimuoverli e come, secondo il dottor Mauro Montuori.
Perchè si formano
Come riporta grupposandonato.it, il fibroma pendulo è conosciuto volgarmente come porro, e si forma per una crescita eccessiva di alcune cellule del derma chiamate fibroblasti. Il dottor Montuori spiega che la sua grandezza può partire da dimensioni millimetriche a qualche centimetro, in seguito a una crescita lenta e graduale causata dalla forza di gravità che li attrae verso il basso, facendoli oscillare dalla loro origine, da cui deriva il termine penduli.
Quando è indicata la rimozione e come avviene
L’asportazione di uno o più fibromi penduli è raccomandata quando il problema influisce sulla qualità della vita, sia in termini estetici che funzionali. La procedura avviene in ambulatorio e può richiedere anestesia locale se la dimensione della base del fibroma è significativa. L’intervento, preceduto dalla pulizia della zona interessata, può essere realizzata con diverse tecniche a seconda della posizione e della grandezza del fibroma:
– un bisturi sterile;
– un bisturi a energia, conosciuto anche come diatermocoagulatore, che consente di “bruciare” il fibroma in pochi secondi, risolvendo il problema immediatamente. Di solito non servono punti di sutura, a meno che il fibroma non sia di dimensioni importanti, il che potrebbe lasciare una cicatrice trascurabile;
– crioterapia, che congela la parte radicale del fibroma tramite l’uso di azoto liquido, causando la necrosi del fibroma stesso, il quale cadrà spontaneamente dopo qualche settimana. L’asportazione può riguardare uno o più fibromi nella stessa seduta e dovrebbe essere pianificata in un periodo in cui è possibile ridurre l’esposizione al sole nella zona interessata nei giorni successivi all’intervento.
Togliere i fibromi penduli a casa?
Il dottor Montuori afferma che non è consigliabile provare a rimuovere i fibromi da soli. Utilizzare un filo da cucito per legare il fibroma è una pratica comune, ma nonostante possa sembrare utile (interrompendo il flusso sanguigno il fibroma dovrebbe disseccarsi e cadere naturalmente dopo qualche giorno) comporta un rischio più elevato di ripetizione e potrebbe portare a risultati estetici indesiderati.
Questo articolo non sostituisce il parere di un medico.
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