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Mercoledì 4 Febbraio
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Giornata mondiale contro il cancro: ecco qual è la situazione dell’Italia rispetto al resto d’Europa

Oggi è la Giornata mondiale contro il cancro: ecco come si posiziona l’Italia nella prevenzione, nelle cure e nella sopravvivenza rispetto all’Europa

Giornata mondiale contro il cancro: ecco qual è la situazione dell’Italia rispetto al resto d’Europa
Fonte Farmacoecura.it.

Oggi, 4 febbraio, è la Giornata Mondiale contro il Cancro: a che punto è l’Italia nelle cure e nella prevenzione? Ecco la situazione rispetto al resto d’Europa

Oggi, 4 febbraio, si celebra la Giornata Mondiale contro il Cancro, ricorrenza dedicata a una patologia che ha spezzato e continua a spezzare la vita di milioni di persone in tutto il mondo. Nonostante resti una delle principali cause di morte a livello globale, negli ultimi decenni la scienza ha compiuto passi da gigante migliorando le possibilità di diagnosi precoce, allungando l’aspettativa di vita dei pazienti e, in alcuni casi, portando alla guarigione completa. Le terapie mirate, l’immunoterapia e i programmi di prevenzione hanno cambiato radicalmente lo scenario, tuttavia i risultati non sono uguali ovunque. Vediamo qual è la situazione dell’Italia, rispetto al resto d’Europa, nell’efficacia dei trattamenti del cancro (come riportato da Airc.it).

Mortalità e sopravvivenza

I dati più recenti mostrano che in Italia la mortalità per tumore è in costante calo, in linea con quanto avviene nel resto d’Europa. Tra il 2010 e il 2020 i decessi oncologici standardizzati per età sono diminuiti di circa il 10%, grazie soprattutto al miglioramento delle cure e al rafforzamento delle strategie di prevenzione. Nel confronto europeo, il nostro Paese presenta un numero di diagnosi proporzionale alla popolazione, ma registra una mortalità annuale più bassa e una quota maggiore di persone che vivono a lungo dopo la diagnosi. L’Italia ha risultati migliori rispetto a diversi Paesi dell’Est, come Polonia e Slovenia, ma resta leggermente indietro rispetto a nazioni come Spagna, Finlandia e Austria.

Spesa e prevenzione

Dal punto di vista dell’organizzazione sanitaria, l’Italia si colloca in una posizione intermedia nel panorama europeo. Ogni anno il Servizio sanitario nazionale investe circa 175 euro per paziente nelle cure oncologiche: una cifra più alta rispetto ai Paesi dell’Est Europa ma inferiore di almeno 100 euro rispetto a Francia, Germania e Austria. Sul fronte dei fattori di rischio, il nostro Paese mostra alcuni elementi positivi come una minor diffusione di obesità, sovrappeso e consumo di alcol rispetto alla media europea, a fronte però di una maggior esposizione all’inquinamento atmosferico. Restano criticità importanti nei programmi di prevenzione: vaccinazioni contro il Papillomavirus e screening per tumore al seno e alla cervice uterina non hanno ancora recuperato i livelli pre-pandemia. Inoltre, alla crescita del numero di oncologi non è corrisposto un adeguato aumento di radiologi e infermieri, figure fondamentali nella gestione dei pazienti.

Disuguaglianze territoriali

Uno degli aspetti più critici, in Italia, della lotta al cancro riguarda le profonde differenze regionali. Spostandosi dal Nord al Sud aumentano le difficoltà di accesso ai servizi di prevenzione, diagnosi e cura. I dati sugli screening sono emblematici: nel Nord Italia circa un uomo su due partecipa ai controlli per il tumore del colon-retto, nel Sud e nelle Isole invece la percentuale è inferiore al 24%. Queste disuguaglianze incidono direttamente sugli esiti di salute, con una riduzione della mortalità meno marcata nel Mezzogiorno. L’Italia ha aderito al Piano europeo contro il cancro con un Piano oncologico nazionale, finanziato con 10 milioni di euro, tuttavia la sua attuazione procede a rilento e i risultati potrebbero essere ancor migliori…

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Marco Reda

Giornalista pubblicista dal 2013, esperto e specializzato in calcio e altri sport ma anche spettacoli tv, attualità, cronaca e salute.

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