L’inchiostro usato per i tatuaggi non rimane solo nella pelle, ma si accumula anche nel sistema immunitario, dove resta associato alle sue cellule per anni
Quella dei tatuaggi è una moda sempre più diffusa, anche se al momento non vi sono studi scientifici che attestino la sicurezza di questa pratica per la nostra salute. Anzi alcuni recenti studi hanno alzato il velo sui rischi legati al sistema immunitario. Sappiamo che l’introduzione del pigmento del tatuaggio nella pelle innesca una risposta immunitaria. Le particelle di inchiostro sono in grado, infatti, di permeare il sistema linfatico accumulandosi nei linfonodi. I linfonodi sono centri nevralgici dell’attività immunitaria degli esseri umani. I fluidi che si accumulano nei linfonodi vengono filtrati per evitare l’accumulo di detriti e di sostanze di scarto nel suo percorso nel corpo.
Le implicazioni sul sistema immunitario
Emblematico è stato il caso del rapper MGK, il cui tatuaggio enorme che ha ricoperto gran parte del torso (comprendendo anche i linfonodi ascellari) ha comportato l’ingiallimento della pelle circostante e un peggioramento del suo stato di salute. Secondo gli scienziati, il tatuaggio attiverebbe il sistema immunitario penetrando le cellule del derma, vale a dire lo strato intermedio della pelle. La presenza di questo corpo estraneo attiva un esercito di cellule immunitarie che entrano in perenne battaglia contro questo invasore sostanzialmente ineliminabile.
La sicurezza degli inchiostri
Gli inchiostri moderni che vengono utilizzati nei tatuaggi non sono altro che un cocktail di sostanze chimiche alcune delle quali molto nocive per la nostra salute. Molte di queste sostanze, come ha avuto modo di spiegare la microbiologa medica, Manal Mohamed in un articolo scritto per The Conversation, vengono utilizzate per applicazioni industriali come vernici per auto, materie plastiche e toner per stampanti. Non è un caso che siano stati rilevati all’interno dei tatuaggi, metalli pesanti come nickel, cobalto, cromo e piombo che possono essere tossici e causare gravi problemi di salute, aumentando anche il rischio di neoplasie. Senza dimenticare il rischio di scatenare reazioni allergiche importanti.
Conclusione
Particolarmente preoccupante è il contenuto dell’inchiostro rosso che scatena spesso reazioni molto serie come prurito persistente, gonfiore e granulomi. Molte di queste reazioni sono scatenate proprio dalla presenza di sali metallici e di pigmenti azoici negli inchiostri colorati. I pigmenti neri invece contengono idrocarburi policiclici aromatici presenti nella fuliggine, nei gas di scarico e negli alimenti carbonizzati. Si tratta di composti cancerogeni e quindi molto pericolosi per la salute. Al momento non vi sono prove concrete che colleghino i tatuaggi al cancro, anche se recenti studi hanno rilevato un maggiore rischio almeno del 30% di sviluppare il melanoma, un tumore molto insidioso della pelle. Come ha avuto modo di spiegare la professoressa Mohamed le prove attuali non evidenziano pericoli diffusi per la salute, anche se recenti ricerche hanno evidenziato interrogativi importanti sulla tossicità e sugli effetti sul sistema immunitario dei pigmenti.
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