Che cos’è l’ictus
L’ictus rappresenta una seria emergenza sanitaria causata da un evento cerebrovascolare che colpisce i vasi sanguigni del cervello, determinando una sofferenza una sofferenza temporanea o duratura delle cellule del sistema nervoso centrale e portando a deficit neurologici. Esso può essere di tipo ischemico, quando vi è un’ostruzione di un’arteria che fornisce sangue a una determinata area cerebrale, oppure di tipo emorragico, nel caso in cui un vaso sanguigno cerebrale si rompa, causando un’emorragia intracerebrale. Se non viene trattato senza indugi, l’ictus può risultare fatale o provocare disabilità permanente. Quali sono i segnali di un ictus e qual è l’intervento adeguato, il dottor Umberto Pensato, del Dipartimento di Neurologia d’Urgenza e Stroke Unit dell’IRCCS Istituto Clinico Humanitas di Rozzano ne ha parlato con Humanitas.it.
Ictus: i sintomi
I segni di un ictus si presentano in modo improvviso, nell’arco di pochi giorni secondi o minuti. I sintomi principali includono:
- difficoltà nel linguaggio (errore nelle parole, pronunciare male, incapacità di ricordare le parole)
- paralisi su un lato del corpo
- problemi oculari in un solo occhio (come la riduzione del campo visivo)
- asimmetria del volto
- perdita di forza o sensibilità in una mano, in un braccio o in una gamba.
Se si riscontrano uno o più di questi segni, è fondamentale contattare immediatamente il 112 e recarsi al Pronto Soccorso per ricevere un intervento medico tempestivo. Nel caso di sintomi legati all’ictus che si manifestano per brevi periodi e poi svaniscono, si parla di attacco ischemico transitorio (TIA). Il TIA rappresenta un segnale d’allerta che indica la possibilità di un ictus imminente: pertanto, è altrettanto importante visitare il Pronto Soccorso per le opportune valutazioni neurologiche.
Ictus: come si interviene
Se si notano o si hanno segni che possono indicare un ictus in altre persone, è necessario contattare immediatamente il numero 112, poiché è cruciale agire il prima possibile. Le previsioni indicano che ogni minuto di ictus attivo senza cure porta alla morte di circa 2 milioni di cellule nervose. Per questo motivo, il paziente deve arrivare in ospedale il più rapidamente possibile. Il trattamento d’emergenza prevede, nel caso di ictus ischemico, ossia l’occlusione di un’arteria, la somministrazione di trombolisi, un medicinale che aiuta a riaprire il vaso ostruito, oppure un intervento chirurgico chiamato trombectomia. Nel caso di ictus emorragico, al contrario, si provvede a fermare il sanguinamento riducendo la pressione, utilizzando farmaci e, in alcuni casi specifici, con operazioni neurochirurgiche.
Si può prevenire l’ictus?
Si stima che circa la metà degli ictus cerebrali possa essere evitata attraverso scelte di vita sane. Pertanto, per ridurre il rischio di ictus, è fondamentale monitorare regolarmente alocuni indicatori, come l’ipertensione, il colesterolo e i livelli di zucchero nel sangue, mantenere un peso adeguato, seguire un’alimentazione sana, impegnarsi in attività fisica costante, e rinunciare al fumo (compresi i dispositivi di svapo), al consumo di bevande alcoliche e, quando possibile, gestire lo stress. Per ciò che concerne la dieta, quella mediterranea è raccomandata, in quanto prevede un consistente consumo di ortaggi, frutta, legumi e coreali integrali, mentre limita l’assunzione di sale, zuccheri e alimenti altamente loavorati. L’attività fisica deve essere concordata con il medico in base alle proprie condizioni di salute, ma è fondamentale praticarla con regolarità, poiché uno stile di vita sedentario è uno dei principali fattori di rischio per le malattie cardiovascolari e cerebrovascolari. Infine, è consigliabile eseguire controlli regolari sin dall’infanzia seguendo le raccomandazioni dei programmi sanitari regionali. Sottoporsi a visite mediche regolari, infatti, permette di identificare precocemente potenziali fattori di rischio per l’ictus e di avviare il percorso più adeguato per affrontarli.
Questo articolo non sostituisce il parere di un medico
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