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Ictus, la Prof.ssa Maria Salsone spiega come riconoscere i sintomi iniziali e quando chiamare subito i soccorsi

Tutto ciò che c'è da sapere sull'ictus cerebrale: come si manifesta e in che modo si può fare prevenzione

Ictus, la Prof.ssa Maria Salsone spiega come riconoscere i sintomi iniziali e quando chiamare subito i soccorsi
Ictus Foto Pixabay.com

Ictus cerebrale, emergenza tempo-dipendente: perché riconoscere subito i segnali può fare la differenza tra vita e disabilità permanente

L’ictus cerebrale è una delle emergenze neurologiche più pericolose e imprevedibili, capace di cambiare radicalmente la vita di una persona in pochi minuti; esso si verifica quando il flusso di sangue diretto al cervello si interrompe o si riduce drasticamente, situazione che priva le cellule nervose di ossigeno e nutrienti essenziali. Senza un intervento rapido il danno può diventare irreversibile. In occasione della Giornata Mondiale dell’Ictus, la Prof.ssa Maria Salsone, responsabile della Stroke Unit dell’IRCCS Policlinico San Donato di Milano, ha spiegato a GruppoSanDonato.it quanto sia fondamentale riconoscere i sintomi iniziali e sapere quando chiamare immediatamente i soccorsi.

I sintomi da riconoscere

L’ictus può presentarsi in due forme principali: ischemica, la più frequente, causata dall’ostruzione di un’arteria cerebrale, ed emorragica, dovuta alla rottura di un vaso sanguigno con conseguente fuoriuscita di sangue nel tessuto cerebrale. In entrambi i casi il danno si manifesta improvvisamente, tuttavia alcune caratteristiche possono aiutare a orientare il sospetto clinico. Nell’ictus ischemico i sintomi compaiono in modo brusco, generalmente senza dolore, e possono peggiorare nei minuti successivi. Nell’ictus emorragico, invece, è tipico un mal di testa molto violento e improvviso, accompagnato talvolta da nausea, vomito, perdita di coscienza o crisi epilettiche. In generale i segnali più comuni includono debolezza o paralisi improvvisa di un lato del corpo, difficoltà nel parlare o comprendere le parole, alterazioni della vista, perdita di equilibrio e confusione mentale. Anche formicolii o intorpidimento a viso e arti non vanno sottovalutati.

La regola FAST

Per facilitare il riconoscimento precoce gli esperti raccomandano la regola FAST, un metodo semplice e immediato. La lettera F (Face) richiama l’attenzione su un possibile abbassamento asimmetrico del volto; A (Arms) invita a verificare se un braccio non riesce a sollevarsi o appare debole; S (Speech) riguarda difficoltà nel linguaggio o parole confuse; T (Time) ricorda che il tempo è decisivo e che occorre chiamare immediatamente il 112 o il 118. A seconda dell’area cerebrale colpita, i sintomi possono variare: un danno all’emisfero destro può causare perdita di forza sul lato sinistro del corpo, mentre una lesione a sinistra può compromettere linguaggio e comprensione, oltre alla motricità del lato destro. Se sono coinvolte le zone deputate all’equilibrio, o alla vista, possono comparire vertigini, instabilità o visione doppia. Anche episodi transitori, come nel caso di un attacco ischemico transitorio (TIA), richiedono un accesso immediato al Pronto Soccorso.

Terapia e prevenzione

Il trattamento dell’ictus ischemico, come riportato da Humanitas.it, prevede, quando possibile e se il paziente arriva in ospedale entro poche ore dall’esordio, la trombolisi endovenosa per sciogliere il coagulo responsabile dell’ostruzione o la trombectomia meccanica per rimuoverlo direttamente dall’arteria cerebrale. Nell’ictus emorragico, invece, l’obiettivo è controllare il sanguinamento, ridurre la pressione intracranica e stabilizzare le condizioni generali del paziente, talvolta anche con un intervento neurochirurgico. Dopo la fase acuta è fondamentale iniziare precocemente un percorso di riabilitazione neurologica personalizzata con fisioterapia, logopedia e terapia occupazionale, per recuperare le funzioni compromesse. La prevenzione resta però l’arma più efficace: controllare pressione arteriosa, diabete e colesterolo, smettere di fumare, seguire un’alimentazione equilibrata e praticare attività fisica regolare riduce in modo significativo il rischio di ictus.

Questo articolo non sostituisce il parere di un medico

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Marco Reda

Giornalista pubblicista dal 2013, esperto e specializzato in calcio e altri sport ma anche spettacoli tv, attualità, cronaca e salute.

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