Questo sito contribuisce alla audience di Il Messaggero

Giovedì 30 Aprile
Scarica la nostra app
Segnala

Infarti e ictus, i farmaci prescritti per la gotta potrebbero ridurre i rischi: ecco cosa si è scoperto

Ridurre i livelli di acido urico non apporterebbe benefici solo per gli attacchi di gotta, ma ridurrebbe la probabilità di infarti e ictus

Infarti e ictus, i farmaci prescritti per la gotta potrebbero ridurre i rischi: ecco cosa si è scoperto
Foto Pixabay.com

La ricerca si è concentrata sui farmaci a base di allopurinolo prescritti per curare una forma di artrite molto dolorosa

Una recente ricerca pubblicata su Jama International Medicine avrebbe evidenziato gli effetti benefici sul nostro sistema cardiovascolare dei farmaci che vengono oggi prescritti per curare la gotta, una forma di artrite molto dolorosa causata dall’accumulo di acido urico. Finora gli studi precedenti avevano dimostrato come, chi soffre di questa patologia, presenta un rischio maggiore di infarto o ictus. Il nuovo studio che è stato condotto su una coorte di 100.000 pazienti affetti da artrite infiammatoria, avrebbe dimostrato i benefici per il cuore e il sistema cardiovascolare in generale, associati all’assunzione dei farmaci per curare la gotta.

Cosa si è scoperto

Lo studio in questione è stato illustrato nei dettagli dal reumatologo Abhishek Abhishek dell’Università di Nottingham, nel Regno Unito. Lo studio inizialmente aveva come obiettivo quello di analizzare le ragioni dell’impatto a livello cardiovascolare dei depositi di cristalli aghiformi, responsabili dell’infiammazione gottosa. I farmaci che vengono prescritti per curare questa patologia, sono mirati proprio a ridurre l’acido urico al fine di evitarne il deposito attorno alle articolazioni che sono alla base delle dolorose riacutizzazioni infiammatorie e della formazione di calcoli renali.

La scoperta sull’allopurinolo

La ricerca si è concentrata sull’allopurinolo che rappresenta il principio attivo dei farmaci comunemente prescritti per ridurre i livelli di acido urico. Analizzando i dati di 109.504 pazienti estratti da un database, è stato notato come coloro i cui livelli di acido urico sono scesi al di sotto di 6 mg/dL nei primi 12 mesi hanno avuto anche un rischio inferiore del 9% di andare incontro ad un evento cardiovascolare significativo nel corso dei 5 anni di studio. Si sarebbe, dunque, dimostrato che l’allopurinolo ridurrebbe concretamente il rischio di infarto e ictus quando viene assunto in quantità corrette.

Conclusione

Ridurre i livelli di acido urico non apporterebbe, dunque, benefici solo per gli attacchi di gotta, ma ridurrebbe la probabilità di infarti e ictus. I ricercatori, fra l’altro, hanno anche scoperto che i soggetti a maggior rischio di problemi cardiovascolari avrebbero beneficiato maggiormente del trattamento per la gotta. Va chiarito che precedenti studi sull’allopurinolo non avevano associato l’assunzione di di questo farmaco ad una riduzione del rischio di eventi cardiovascolari maggiori.

Pertanto i problemi cardiaci potrebbero scaturire proprio dalle intense riacutizzazioni infiammatorie tipiche della gotta. Il fatto che la maggior parte delle riacutizzazioni di gotta non vegnasegnalata agli operatori sanitari, rappresenta un limite per i futuri studi che dovranno essere effettuati per chiarire l’associazione tra l’assunzione del farmaco e i problemi di natura cardiovascolare. Se però tale risultati dovessero essere confermati, si potrebbe ipotizzare l’impiego di trattamenti ipouricemizzanti per raggiungere, nei soggetti a rischio, l’obiettivo di valori inferiori a 6 mg/dL al fine di ridurre il rischio di infarto e ictus.

La nostra newsletter!

Ricevi gli aggiornamenti e le ultimissime
su Meteo e Scienza via mail!

ISCRIVITI ORA!

Marco Antonio Tringali

Coltivo da anni la passione per la scrittura e per i social network. La ricerca della verità, purchè animata da onestà intellettuale, è una delle mie sfide. Scrivo da diversi anni per importanti siti di informazione che mi danno l'opportunità di dare sfogo alla mia passione innata per il giornalismo.

SEGUICI SU:

Ultima Ora

Ultima Ora Terremoto