L’obiettivo della prevenzione cardiovascolare è riconoscere il rischio prima che si trasformi in malattia conclamata: ecco i controlli da effettuare
La prevenzione cardiovascolare è fondamentale per abbassare il rischio di eventi improvvisi come infarto e ictus. In realtà gli attacchi di cuore non sono mai improvvisi come si pensa. La cardiologia moderna si è concentrata negli ultimi anni su alcuni fattori di rischio come colesterolo alto, ipertensione, diabete, familiarità, sedentarietà e fumo che rappresentano oggi le prime cause di eventi cardiovascolari. Altri fattori come l’età e lo stile di vita rappresentano ulteriori fattori che possono determinare i rischi.
I valori da controllare
E’ possibile stimare oggi eventuali rischi con discreta accuratezza. Conoscere e monitorare valori come colesterolo totale, colesterolo LDL, HDL e trigliceridi che sono tra i principali responsabili dello sviluppo dell‘aterosclerosi è fondamentale per prevenire condizioni che possono mettere a rischio la vita dei pazienti. Altri valori come glicemia ed emoglobina glicata consentono di individuare diabete o prediabete, due condizioni che possono incrementare il rischio di eventi cardiovascolari. Altri valori come creatinina e funzionalità renale, elettroliti, emocromo e proteina C-reattiva ad alta sensibilità, possono consentire di eventuare altre condizioni che sono associabili ai rischi di natura cardiovascolare.
Gli altri fattori di rischio
Troponina e CK-MB rappresentano marcatori di danno del muscolo cardiaco che hanno un valore diagnostico e non preventivo e che quindi vanno ricercati e monitorati solo per accertare la presenza di un infarto o meno. La predisposizione ad un infarto scaturisce da determinati fattori che vanno combinati tra loro. Questi fattori sono età, pressione arteriosa, valori del colesterolo, diabete, vizio del fumo e dell’alcol e peso corporeo. Anche la familiarità e lo stile di vita consentono tutti insieme di stimare il rischio cardiovascolare globale.
La prevenzione
In sede di prevenzione è fondamentale eseguire periodicamente alcune indagini diagnostiche specifiche come l’elettrocardiogramma che registra l’attività elettrica del cuore e l’ecocardiogramma per studiarne la struttura. Gli ultrasuoni servono ad osservare camere cardiache, valvole, contrattilità del muscolo e funzione di pompa. Si tratta di un esame molto evoluto che permette ai cardiologi di individuare condizioni che possono influenzare la salute cardiovascolare.
Anche la TC coronarica che viene eseguita su pazienti ad elevato rischio, consente di visualizzare le coronarie e individuare eventuali restringimenti. Un altro degli esami che oggi vengono eseguiti con una certa frequenza è l’ecodoppler vascolare dei tronchi sovra-aortici, che valuta la condizione generale della carotide che rappresenta un indicatore di aterosclerosi sistemica. Solo attraverso una visita cardiologica si possono individuare gli accertamenti realmente utili per ogni paziente, in base alle anomalie riscontrate.
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