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Influenza e variante K, il dottor Massimo Crapis spiega quando ci sarà il picco e cosa fare quando arrivano i primi sintomi

Influenza e variante K, il dottor Massimo Crapis descrive quando si verificherà il picco e quali azioni intraprendere non appena compaiono i primi segni

Influenza e variante K, il dottor Massimo Crapis spiega quando ci sarà il picco e cosa fare quando arrivano i primi sintomi
Medico, immagine di repertorio. Fonte foto: pxhere.com

Influenza e variante K, picco non lontano

La curva di diffusione dell’influenza stagionale sta per raggiungere il picco anche quest’anno, previsto entro un paio di settimane circa. Come riportano gli ultimi dati della rete di monitoraggio influnet, in provincia di Ferrara si stimano più di sei mila nuovi casi di infezioni respiratorie acute. Il dottor Massimo Crapis, che coordina la Rete provinciale Malattie infettive di Ferrara ed è anche presidente per l’Emilia Romagna della Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali – Simit, offre un aggiornamento sulla situazione e fornisce suggerimenti per affrontare al meglio la malattia.

Cosa aspettarsi

Il dottor Crapis afferma che nelle due settimane che seguiranno, si prevede che si raggiunga il massimo dei casi per l’influenza stagionale, che quest’anno, a causa della variante K, presenta sintomi distintivi con febbre molto elevata e duratura: mentre di solito l’influenza comporta febbre per un periodo di 3-5 giorni, quest’anno si osservano pazienti con febbre che dura anche fino a 7 giorni.

Come si fa a capire che si è presa l’influenza e come bisogna comportarsi

L’infettivologo spiega che quando si contrae l’influenza ci si sente affaticati e compaiono febbre e tosse. La prima azione da intraprendere, non appena si manifestano i primi segni, è quella di restare a casa, poiché il nostro organismo sta combattendo contro il virus e ha bisogno di riposo per recuperare. Inoltre, asserisce che questo approccio aiuta a non aggravare la situazione e a prevenire la trasmissione dell’influenza agli altri. Poi, dice che quando si manifesta la febbre, almeno nei primi giorni è raccomandato assumere farmaci per alleviare i sintomi, come il paracetamolo o l’ibuprofene. Gli antibiotici non devono essere utilizzati, in quanto l’influenza è causata da un virus. Spiega che è fondamentale mantenersi idratati: bere abbondante acqua, tè o latte con zucchero o miele, per reintegrare i liquidi e i sali minerali persi a cuasa della sudorazione e della febbre. Lo specialista prosegue dicendo che come già accennato, i sintomi possono persistere da 3 a 5 giorni. Se si prolungano oltre tale periodo, o se si aggravano, oppure se si presentano nuovi sintomi, è consigliabile contattare il medico di base (o il CAU o il servizio di continuità assistenziale nei giorni in cui il proprio medico non è disponibile).

Il vaccino antinfluenzale

A partire dal prima gennaio la Regione Emilia-Romagna ha esteso le categorie di persone che possono ricevere gratuitamente il vaccino contro l’influenza. Al dottor Crapis viene dunque chiesto se sia ancora utile vaccinarsi, per chi non lo ha ancora fatto. “Certo! Vaccinarsi è molto importante ed è consigliabile anche a chi abbia già avuto l’influenza. Il vaccino infatti fa fronte a vari ceppi di virus, per cui la vaccinazione può proteggere anche chi ha contratto uno di quei ceppi, qualora venga in contatto con gli altri. Si tratta di una profilassi molto utile soprattutto per le persone fragili, perché agisce anche riducendo o evitando le complicanze dell’influenza, che possono portare anche a quadri clinici molto severi“.

 

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Carmine Orlando

Classe 1971, da oltre un decennio svolgo il lavoro di redattore web. Ho collaborato con molti siti ed essendo una persona poliedrica mi sono occupato di svariati argomenti, dall'astrologia alla salute, dalla politica al fisco, dalla tv allo sport. Ma mi diletto anche nella stesura di articoli di terremoti, astronomia, cronaca, tecnologie e lotterie. Adoro scrivere ma anche leggere.

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