Quando la cattiva circolazione delle gambe diventa un problema da non sottovalutare: la Dottoressa Simona Chierico illustra l’insufficienza venosa cronica
L’insufficienza venosa cronica è una malattia del sistema circolatorio che si verifica quando il sangue fatica a risalire dalle gambe verso il cuore. Quest’alterazione provoca un aumento della pressione all’interno delle vene e, con il passare del tempo, può favorire la comparsa di disturbi sempre più evidenti e fastidiosi. Si tratta di una condizione molto frequente, soprattutto con l’avanzare dell’età, che interessa uomini e donne in misura simile. Riconoscerla precocemente è importante perché, se trascurata, può compromettere la qualità della vita e favorire complicanze cutanee. La Dottoressa Simona Chierico, chirurgo vascolare presso la Vein Clinic dell’Istituto Clinico “Beato Matteo” di Vigevano, ha spiegato a GruppoSanDonato.it come individuare i segnali che possono suggerire la presenza di questa patologia.
I sintomi iniziali
Secondo la specialista, le manifestazioni dell’insufficienza venosa cronica possono essere molto diverse da persona a persona. Alcuni pazienti non avvertono alcun disturbo, altri invece accusano sintomi che tendono a peggiorare nel corso della giornata. Tra i segnali più frequenti figurano una sensazione di pesantezza alle gambe, tensione muscolare che può coinvolgere anche il piede e un dolore diffuso, spesso descritto come un fastidio costante e difficile da localizzare con precisione. Non sono rari neppure il prurito e i crampi notturni, disturbi che tendono ad accentuarsi durante i periodi più caldi o dopo molte ore trascorse in posizione eretta.
Levoluzione della malattia
Con il progredire dell’insufficienza venosa cronica possono comparire segni clinici sempre più evidenti. In una fase iniziale si osservano spesso capillari dilatati e vene reticolari superficiali, seguiti dalla comparsa delle classiche vene varicose. Successivamente può svilupparsi un edema localizzato soprattutto nella zona delle caviglie, dovuto all’accumulo di liquidi nei tessuti. Nei casi più avanzati la pelle può andare incontro a cambiamenti importanti, come alterazioni del colore, eczema, ispessimento del tessuto sottocutaneo e aree cicatriziali biancastre. Nelle forme più severe possono infine comparire ulcere venose, prima guarite e poi (nei casi più complessi) ancora attive e difficili da trattare.
Cause e trattamenti
Alla base della patologia possono esserci un malfunzionamento delle valvole venose, un’ostruzione del flusso sanguigno conseguente a una precedente trombosi oppure una ridotta efficacia della pompa muscolare del polpaccio. Tra i principali fattori di rischio figurano familiarità, sovrappeso, sedentarietà, gravidanze multiple e lunghi periodi trascorsi in piedi. Il trattamento varia in base alla gravità del quadro clinico e comprende modifiche dello stile di vita, attività fisica regolare, controllo del peso, utilizzo di calze elastiche compressive e farmaci specifici per migliorare il tono venoso. Quando necessario, possono essere indicati trattamenti mininvasivi come laser, radiofrequenza, scleroterapia o interventi chirurgici finalizzati a correggere il reflusso venoso e migliorare la circolazione degli arti inferiori.
Giornalista pubblicista dal 2013, esperto e specializzato in calcio e altri sport ma anche spettacoli tv, attualità, cronaca e salute.