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Intestino irritabile, la dottoressa Chiara Boscaro consiglia quali sono i cibi da mangiare e quali evitare

Intestino irritabile, la dottoressa Chiara Boscaro spiega come organizzare la propria dieta

Intestino irritabile, la dottoressa Chiara Boscaro consiglia quali sono i cibi da mangiare e quali evitare
Medico, immagine di repertorio. Fonte foto: pxhere.com

Cos’è la sindrome dell’intestino irritabile

La sindrome dell’intestino irritabile rappresenta una condizione comune e diffusa che si manifesta con disturbi e dolori frequenti nell’addome, insieme a difficoltà nell’evacuazione, che possono manifestarsi come stipsi o diarrea. Le cause non sono ancora completamente comprese, ma pare che ci possa essere anche un fattore psicosomatico, come lo stress, e diversi aspetti come, ad esempio, l’alimentazione o l’assunzione di medicinali. C’è sicuramente una maggiore sensibilità dell’intestino, con una motilità ridotta, influenzata da aspetti genetici e ambientali. Particolarmente rilevante è l’assunzione di alimenti ricchi di oligosaccaridi, monosaccaridi e disaccaridi fermentabili (poliacoli), che si trovano nei dolcificanti e in varie tipologie di frutta e verdura, come legumi, kiwi, spinaci, e altri. La dottoressa Chiara Boscaro, nutrizionista e biologa all’Istituto Clinico San Siro, presso gli Istituti Clinici Zucchi e Smart Clinic, sottolinea l’importanza di seguire una dieta adeguata e di come sia possibile limitare (o addirittura eliminare) il consumo di alcuni alimenti. E’ quanto riporta ilgrupposandonato.it.

Gli effetti dell’intestino irritabile

La dottoressa Boscaro spiega che oltre agli aspetti riguardanti l’alimentazione e la terapia farmacologica, la questione dell’intestino irritabile è anche connessa a possibili disturbi d’ansia, somatizzazione e fattori psicosociali. Poi, aggiunge che la disbiosi è un’altra incidenza da considerare: in tali situazioni, l’intestino spesso perde il giusto equilibrio della flora batterica (microbiota) il quale deve essere ripristinato grazie all’uso di probiotici adeguati.

Questa sindrome causa anche sintomi al di fuori dell’intestino, tra cui:

– stanchezza o affaticamento;

– problemi nel sonno;

– mal di testa;

– fibromialgia;

– intolleranze al lattosio o al glutine, frequentemente associate.

Nel momento in cui il disturbo si aggrava, è comunque fondamentale prestare attenzione, in quanto non si guarisce mai completamente. E’ cruciale rimanere attivi, praticando regolarmente attività fisica, che contribuisce a ridurre l’ansia, stimola la peristalsi, e aiuta a stabilizzare sia lo stile di vita che l’intestino. Seguendo un’alimentazione sana e assumendo probiotici, è possibile controllare il rischio di irritazione intestinale. Diversamente, se si continua a vivere in modo molto stressante, con uno stile di vita sedentario e consumando cibi spazzatura, l’alvo (intestino) rimane costantemente un po’ irregolare.

I benefici dei probiotici

Per gestire al meglio il disturbo, la collaborazione tra il gastroenterologo e il nutrizionista è essenziale: il primo esperto esaminerà la possibilità di una cura farmacologica, inclusi gli antibiotici, mentre il secondo realizzerà un adeguato piano alimentare. La dottoressa Boscaro afferma che se il paziente deve assumere antibiotici, è raccomandato un ciclo di probiotici della durata di almeno 2.3 settimane, che abbiano un effetto specifico, come ad esempio i bifidobatteri che risultano molto efficaci. Inoltre, la specialista asserisce che molti dei probiotici devono essere conservati in frigorifero, in particolare quelli in capsule, che contengono probiotici liofilizzati e sono protetti per il passaggio attraverso il tratto gastrointestinale. Se le capsule vengono aperte, il loro contenuto perde efficacia e i microrganismi possono morire, poiché sono sensibili all’ossigeno e alla temperatura in generale, con un livello ottimale compreso tra 4 e 10 gradi.

Il consumo di Kefir e yogurt bianco

L’esperta spiega che alcuni cibi come il kefir, il latte fermentato e lo yogurt bianco sono utili per il nostro benessere, poiché sono ottimi per regolare l’intestino. Questi prodotti sono infatti gli unici in grado di preservare la flora batterica in condizioni ottimali e risultano spesso efficaci per coloro che soffrono della Sindrome del colon irritabile. Tuttavia, è necessario prestare attenzione a ciò che si seleziona: le bottiglie che si trovano nel frigorifero e che dovrebbero contenere probiotici, spesso presentano solo elevate quantità di zucchero. I probiotici possono essere acquistati in farmacia. Perciò, come alimento si può optare per il kefir, mentre per uso probiotico aggiuntivo è consigliabile recarsi in farmacia seguendo il parere del medico o del nutrizionista. Quando si segue un piano alimentare consigliato dal nutrizionista, c’è sempre la possibilità di reinserire gradualmente i cibi ‘che provocano il disturbo’. Se si cerca di mantenere un intestino sano seguendo la dieta, non si esclude di reintrodurre alcuni alimenti per far riadattare l’organismo. E’ importante che le feci siano sempre ben formate.

Cosa mangiare e cosa non mangiare in base alla fase del disturbo

La dieta per un intestino infiammato può differire a seconda della fase del problema:

– fase acuta;

– fase cronica;

– fase di recupero.

Fase acuta

La nutrizionista dice che durante la fase acuta della condizione è consigliabile:

– limitare il consumo di latte e formaggi freschi;

– aggiungere piccole porzioni di latte e latticini privi di lattosio o stagionati come il Grana padano e il Parmigiano reggiano;

– sostituire verdura e frutta fresche con centrifugati e succhi di agrumi filtrati, per garantire un adeguato apporto di liquidi e sali minerali.

Fase cronica

La specialista aggiunge che successivamente, nella fase cronica, si consigliano porzioni minime di verdure come:

– carote;

– sugo di pomodoro;

– foglie di bietola;

– cuori di carciofo e finocchio lessati;

– germogli di asparagi, zucchine e fagiolini.

Fase di recupero 

La dottoressa Boscaro conclude dicendo che nella fase di recupero la frutta può essere sostituita con succhi e frullati (senza aggiunta di latte);

– non si devono superare 2 porzioni di frutta al giorno e deve essere sempre pelata. E’ possibile scegliere tra: mela, pera, albicocche, agrumi, melone. La banana deve essere consumata in piccole quantità;

– il succo di mela o d’arancia è consentito, purché sia centrifugato e privo di zucchero;

– è meglio evitare frutta secca oleosa, castagne, frutta sciroppata o disidratata, fichi, uva, ciliegie, prugne, kiwi.

I consigli della nutrizionista

L’esperta ribadisce di fare attenzione agli alimenti integrali. In caso di colon irritabile, vanno assunti con cautela e in modo graduale. E’ necessario trovare il giusto equilibrio, poichè le fibre sono importanti, ma vanno introdotte con moderazione. E’ utile aggiungere un tipo di verdura alla volta e valutare come viene tollerata. Limitare il consumo di caffè e tè, visto che caffeina e teina possono avere effetti. E’ preferibile optare per caffè d’orzo o tè leggero deteinato. Lo stesso discorso vale per il cioccolato (teobromina). L’idratazione è fondamentale. Si deve bere almeno 1,5 litri di acqua al giorno, anche per contrastare meteorismo e gonfiori. Dopo i pasti, una buona alternativa è la tisana al finocchio. Carni e pesci magri possono essere cotti in padella o al forno, mentre è preferibile optare per legumi decorticati. Anche con le spezie si deve procedere con cautela: le erbe aromatiche sono ottime (es. basilico, rosmarino, salvia, ecc. ), mentre spezie come curry o peperoncino possono risultare molto irritanti se assunte in quantità elevate. Per condimenti, l’olio extravergine di oliva è raccomandato.

 

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Carmine Orlando

Classe 1971, da oltre un decennio svolgo il lavoro di redattore web. Ho collaborato con molti siti ed essendo una persona poliedrica mi sono occupato di svariati argomenti, dall'astrologia alla salute, dalla politica al fisco, dalla tv allo sport. Ma mi diletto anche nella stesura di articoli di terremoti, astronomia, cronaca, tecnologie e lotterie. Adoro scrivere ma anche leggere.

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