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Giovedì 13 Agosto
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La meditazione prolungata può produrre cambiamenti cerebrali simili a quelli indotti da sostanze psichedeliche: ecco i risultati di una ricerca

La meditazione avrebbe prodotto le stesse esperienze mistiche e gli stessi schemi di connettività neurale che in genere richiedono l'assunzione di psilocibina

La meditazione prolungata può produrre cambiamenti cerebrali simili a quelli indotti da sostanze psichedeliche: ecco i risultati di una ricerca
Meditazione (foto Pixabay)

Un nuovo studio ha dimostrato i benefici della meditazione prolungata sul nostro cervello e sulla nostra capacità di interagire con la realtà

Un recente studio che si è concentrato sugli effetti della meditazione sul nostro corpo e sulla nostra mente, ha fatto una scoperta sensazionale sui benefici di questa pratica se svolta in maniera prolungata. La ricerca pubblicata su Communications Biology nel 2025 ha evidenziato come la partecipazione a un ritiro di meditazione di sette giorni sarebbe da associare a una sorta di riprogrammazione neurale che apporterebbe cambiamenti positivi per la salute.

Il parere degli esperti

Secondo il ricercatore che ha guidato questo studio, vale a dire il biomedico Hemal Patel dell’Università della California a San Diego, questa pratica prolungata non darebbe benefici solo in termini di relax ma modificherebbe “radicalmente il modo in cui il cervello interagisce con la realtà” e ci consentirebbe di “quantificare questi cambiamenti a livello biologico.” In poche parole gli effetti della meditazione e delle attività correlate potrebbero avere una portata molto più ampia rispetto a ciò che si possa pensare.

Come è stato condotto lo studio

Patel e il suo team hanno studiato 20 adulti sani, selezionati casualmente tra oltre 500 partecipanti a un ritiro di meditazione e benessere a San Diego. Durante la fase del ritiro i partecipanti hanno seguito lezioni quotidiane sulle capacità di autoguarigione del corpo, sulla capacità della mente di plasmare la realtà e sul potere curativo della presenza mentale e delle esperienze di tipo mistico.
Si sono poi prodigati in tecniche di respirazione consapevole e rituali di guarigione di gruppo, Dei 20 partecipanti, 11 sono meditatori che vantano una esperienza consolidata nel campo della meditazione, mentre 9 erano principianti.

I risultati della ricerca

Prima di partecipare al ritiro tutti i partecipanti si sono sottoposti ad una risonanza magnetica funzionale (fMRI) cerebrale, esami del plasma sanguigno e la compilazione di un questionario progettato per misurare l’esperienza di stati e sensazioni mistiche. La successiva risonanza magnetica funzionale (fMRI) a cui si sono sottoposti dopo il ritiro hanno evidenziato come la meditazione avrebbe ridotto l’attività cerebralenella rete di default (DMN), associata al pensiero autoreferenziale e interno. Si è osservata una riduzione dell’attività cerebrale anche nella rete di salienza, che contribuisce a rilevare stimoli sia interni che esterni. Riduzioni sono state evidenziate anche sul livello di attività segmentale nel cervello, inducendo uno stato funzionale cerebrale globale in cui il flusso di informazioni risulta più efficiente.

A livello ematico è stato anche registrato uno spostamento verso il metabolismo glicolitico, segnali di modulazione immunitaria e un aumento degli oppioidi endogeni che non sono altro che sostanze chimiche analgesiche prodotte naturalmente dall’organismo. Per quanto concerne il questionario, il ritiro avrebbe evidenziato una crescita rilevante dei punteggi dei partecipanti (da 2,37 a 3,02), un risultato che, secondo i ricercatori, è paragonabile a quello ottenuto con l’uso di sostanze psichedeliche. In pratica la meditazione avrebbe prodotto le stesse esperienze mistiche e gli stessi schemi di connettività neurale che in genere richiedono l’assunzione di psilocibina. come queste pratiche mente-corpo agiscano su tutto l’organismo.” Si tratta di uno studio che pur evidenziando progressi interessanti legati alla meditazione, si basa su un numero di partecipanti assai ristretto, ecco perchè dovrà essere sottoposto ad ulteriori conferme basate su un campione molto più vasto.

Marco Antonio Tringali

Marco Antonio Tringali

Coltivo da anni la passione per la scrittura e per i social network. La ricerca della verità, purchè animata da onestà intellettuale, è una delle mie sfide. Scrivo da diversi anni per importanti siti di informazione che mi danno l'opportunità di dare sfogo alla mia passione innata per il giornalismo.

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