Ecco cos’è la labirintite e come si può intercettare questa fastidiosa patologia dell’orecchio
Molti identificano con il termine “labirintite” un improvviso e violento attacco di vertigine, in grado di mettere completamente fuori uso per giorni; in realtà si tratta di un deficit vestibolare acuto, ovvero una perdita improvvisa della funzione dell’apparato vestibolare di un lato dell’orecchio interno, il sistema che regola l’equilibrio. Quando questo meccanismo si altera, il cervello riceve segnali incoerenti e interpreta erroneamente il movimento del corpo, generando una sensazione di rotazione continua. È un disturbo estremamente fastidioso e potenzialmente pericoloso perché compromette la stabilità e aumenta di molto il rischio di cadute. Il Dottor Mario Papalia, responsabile dell’Unità Operativa di Otorinolaringoiatria del Policlinico San Pietro di Bergamo, ha spiegato a GruppoSanDonato.it quali sono i sintomi per riconoscerla e quanto dura.
I sintomi principali
Quando uno dei due apparati vestibolari smette improvvisamente di funzionare, il cervello interpreta la situazione come se il corpo stesse ruotando verso il lato sano. Questa percezione errata attiva un movimento automatico e continuo degli occhi chiamato nistagmo spontaneo che serve a stabilizzare lo sguardo ma viene avvertito come una vertigine intensa, con la sensazione che tutto l’ambiente circostante giri. La crisi è spesso descritta come improvvisa e travolgente. Alla vertigine si associano difficoltà a mantenere la posizione eretta e a camminare senza sostegno, nausea, vomito e una forte perdita dell’orientamento nello spazio. Può comparire, inoltre, uno stato di ansia molto forte legato sia al malessere fisico sia alla paura di non riuscire a controllare il proprio equilibrio.
Quanto può durare
La fase acuta della labirintite, o deficit vestibolare acuto, dura generalmente due o tre giorni. In questo periodo i sintomi sono più intensi e limitanti, con vertigini marcate e difficoltà a stare in piedi. Successivamente inizia una fase di recupero che può protrarsi da un paio di settimane fino a diversi mesi, a seconda dei casi. In questa fase residua possono persistere disequilibrio e sensazione di instabilità, soprattutto durante i movimenti rapidi della testa o mentre si cammina. Alcuni soggetti riferiscono difficoltà a mantenere una visione nitida quando si muovono o una costante percezione di non essere perfettamente stabili; questo accade perché il cervello, grazie alla sua plasticità, avvia un processo di compenso e utilizza in modo più efficiente le informazioni provenienti dall’orecchio sano, dalla vista e dai recettori di muscoli e articolazioni.
Cause e rimedi
Le cause più frequenti di labirintite comprendono un’infiammazione virale del nervo vestibolare (neuronite vestibolare), piccoli disturbi vascolari che colpiscono le arterie dell’orecchio interno, la malattia di Menière legata a uno squilibrio dei liquidi labirintici oppure la dislocazione degli otoliti, i cosiddetti “sassolini” dell’orecchio che possono provocare vertigini posizionali. In alcuni casi entrano in gioco anche problematiche stomatognatiche o muscolari, mentre il ruolo della cosiddetta “cervicale” è oggi considerato molto più limitato rispetto al passato. La terapia varia in base all’origine: nelle forme virali si utilizza il cortisone come antinfiammatorio, nella fase acuta si possono prescrivere farmaci vestibolo-soppressori, antiemetici e ansiolitici da usare però solo per pochi giorni per non rallentare il compenso. Fondamentale è riprendere gradualmente il movimento dopo le prime 48-72 ore. Nelle forme da otoliti si ricorre a specifiche manovre liberatorie che possono risolvere rapidamente la vertigine. Nei casi più complessi, infine, la rieducazione vestibolare può essere utile per accelerare il recupero e migliorare la stabilità nel tempo.
Questo articolo non sostituisce il parere di un medico
Giornalista pubblicista dal 2013, esperto e specializzato in calcio e altri sport ma anche spettacoli tv, attualità, cronaca e salute.