I ricercatori hanno ipotizzato che le dannose proteine beta-amiloidi associate all’Alzheimer, potrebbero essere trasmesse tramite trasfusioni di sangue
Le proteine dell’Alzheimer possono trasferirsi da soggetto a soggetto con una semplice trasfusione? E’ questa la domanda alla quale hanno provato a dare una risposta esaustiva i tanti studi scientifici che sono stati condotti proprio su questo argomento. Oggi l’Alzheimer rappresesenta una delle più terribili e invalidanti patologie che affligge il cervello degli esseri umani. Proprio a questa patologia neurodegenerativa è stato dedicato uno studio specifico pubblicato di recente su The Lancet in cui è stato individuato un rischio di trasmissione finora poco considerato ma piuttosto allarmante.
Cosa si è scoperto
L’equipe di esperti coordinata dal neurologo e ricercatore John Collinge dell’University College di Londra, nel suo studio, ha evidenziato come questa patologia può comportarsi, in determinate circostanze, esattamente come un comune agente patogeno. Il veicolo della trasmissione sarebbero le normali trasfusioni di sangue che potrebbero trasferire al soggetto trasfusionato le dannose proteine beta-amiloidi associate all’Alzheimer. Un veicolo di contagio finora mai tenuto in considerazione.
Il parere degli esperti
A proposito di questa ricerca, il professor John Collinge che ne è stato direttore ha evidenziato come, nonostante le trasfusioni di sangue rappresentino un validissimo strumento per salvare vite umane, sarebbe opportuno applicare ulteriori protocolli di sicurezza al fine di scongiurare rischi per la salute dei pazienti. Le conclusioni di questi studi si basano sugli esiti di altri studi presenti in letteratura che sembrano suggerire una correlazione nella trasmissione di alcune patologie in alcune pratiche mediche. Già in passato altri studi 2018 avevano evidenziato la correlazione tra strumenti chirurgici contaminati e trasmissione delle proteine dell’Alzheimer tra i pazienti.
Conclusione
Tre anni fa uno studio condotto in Danimarca e Svezia che aveva coinvolto un milione di soggetti che avevano ricevuto trasfusioni di sangue da donatori affetti da emorragie intracerebrali, aveva evidenziato maggiori probabilità di rischio di sviluppare a loro volta emorragie cerebrali a distanza di diversi anni. Le emorragie spontanee sarebbero state causate da angiopatia amiloide cerebrale (CAA), una condizione associata alle proteine beta-amiloidi. Alla luce dei risultati di questo studio, gli scienziati hanno caldeggiato l’ipotesi di effettuare ulteriori indagini epidemiologiche su vasta scala al fine di individuare eventuali trasmissioni di patogeni attraverso trasfusioni di sangue. Al momento, però, non esistono prove sufficienti per dimostrare con certezza la correlazione tra Alzheimer e trasfusioni di sangue. Il contenuto di questo articolo non sostituisce il parere di un medico.
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