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Mani e piedi freddi, la dottoressa Giulia Virelli spiega quali sono le possibili cause e quando rivolgersi al medico

Mani e piedi freddi, la dottoressa Giulia Virelli spiega quali sono le possibili cause e quando rivolgersi al medico e le corrette abitudini per una buona circolazione

Mani e piedi freddi, la dottoressa Giulia Virelli spiega quali sono le possibili cause e quando rivolgersi al medico
Medico, immagine di repertorio. Fonte foto: pxhere.com

Mani e piedi freddi

Durante l’inverno, le temperature basse possono causare un restringimento dei vasi sanguigni nella mani e nei piedi, noto come vasocostrizione periferica. Questo processo è del tutto normale: ha lo scopo di mantenere il calore negli organi essenziali (come il cuore e il cervello), ma comporta una diminuzione del flusso sanguigno verso le estremità, che risultano più fredde e sensibili. Tuttavia, se questo restringimento si verifica frequentemente o anche in condizioni di caldo, può diventare patologico e avere varie cause. Questo tema viene esplorato da materdomini.it, insieme alla dottoressa Giulia Virelli, specialista in reumatologia presso Humanitas Mater Domini e nelle strutture di Humanitas Medical Care.

Possibili cause di una vasocostrizione patologica

Quando le mani e i piedi restano freddi a lungo, o raggiungono temperature basse anche in luoghi caldi, questo può indicare una condizione medica di fondo, tra cui:

Problemi di circolazione: un flusso sanguigno insufficiente può limitare l’apporto di sangue alle estremità, rendendole fredde e, in certi casi, dolorose.

Anemia: la mancanza di ferro o emoglobina diminuisce la capacità del sangue di trasportare ossigeno, comportando una maggiore sensibilità agli sbalzi termici.

Ipotiroidismo: un metabolismo lento dovuto a una produzione insufficiente di ormoni tiroidei porta a una minor produzione di calore corporeo.

Stress e ansia: stati di elevata tensione emotiva possono causare la costrizione dei vasi sanguigni, accentuando la sensazione di freddo.

Medicinali: alcuni farmaci possono indurre vasocostrizione, come i beta-bloccanti, i contraccettivi orali o i farmaci per l’emicrania.

Malattie cardiache: una bassa efficienza del cuore può ridurre l’afflusso di sangue alle estremità, provocando freddo nelle mani e nei piedi.

Diabete mellito: modifiche nella circolazione periferica e neuropatia diabetica possono influenzare la sensibilità e la temperatura di mani e piedi.

Fumo: la nicotina favorisce la vasocostrizione e deteriora la circolazione periferica, aumentando la percezione di freddo.

Fenomeno di Raynaud: caratterizzato da episodi momentanei di vasocostrizione nei vasi periferici, principalmente nelle dita delle mani e, meno frequentemente, nei piedi. I vasi sanguigni piccoli si restringono in modo anomalo in risposta a freddo o stress, riducendo temporaneamente l’apporto di sangue ai tessuti. Questo porta a una tipica triade di colori: pallore (fase ischemica), cianosi (ossigenazione ridotta) e successivo arrossamento (iperemia reattiva). Questo fenomeno può essere primario, cioè senza cause note, oppure secondario, legato a patologie autoimmuni come la sclerodermia o il lupus eritematoso sistemico. Nei casi secondari, gli episodi tendono ad essere più gravi e possono essere accompagnati da dolore, ulcere o lesioni.

La capillaroscopia periungueale è un test indolore e non invasivo che consente l’osservazione diretta della microcircolazione nei capillari del letto ungueale. Questa tecnica è fondamentale per la valutazione del fenomeno di Raynaud e per identificare possibili anomalie nei capillari che possono indicare la presenza di forme secondarie o più gravi.

Quando ricorrere a una visita specialistica

In caso di freddo prolungato, dolore o cambiamenti sulla pelle, è consigliabile contattare il proprio medico di fiducia oppure un esperto in chirurgia vascolare o un reumatologo per ulteriori accertamenti. Una valutazione attenta consente di distinguere tra un problema funzionale e una malattia vascolare, endocrina o metabolica, permettendo così di definire il trattamento più appropriato. Una consultazione specialistica, di solito accompagnata da un esame ecocolordoppler e, se necessario, da una capillaroscopia, può rapidamente chiarire se i sintomi ripoirtati sono legati a una malattia vascolare o meno, guidando così il paziente verso ulteriori esami.

Corrette abitudini per una buona circolazione

Per garantire una circolazione efficiente, è utile:

Smettere di fumare.

– Controllare il proprio peso per alleviare il carico sui vasi sanguigni.

Evitare di esporre le estremità fredde a fonti di calore diretto, poiché ciò potrebbe arrecare danni alla pelle e ai vasi sanguigni.

Evitare posizioni prolungate che possano ostacolare la circolazione, come mantenere le braccia sollevate per lungo tempo o sedersi in modo scorretto, poiché queste situazioni possono compromettere il flusso sanguigno verso le estremità.

Gestire lo stress attraverso tecniche di rilassamento e pratiche che promuovono il benessere mentale. In effetti, il vasospasmo è spesso innescato dallo stress o da emozioni intense.

– Indossare guanti e calze pesanti durante l’inverno, poiché ciò limita la perdita di calore corporeo e protegge mani e piedi dai cambiamenti di temperatura. I materiali isolanti aiutano a mantenere una temperatura più stabile, promuovono la circolazione locale e abbassano il rischio di geloni, screpolature o rigidità articolare.

– Assicurarsi di rimanere ben idratati.

– Eseguire almeno 30 minuti di esercizio fisico ogni giorno per migliorare la circolazione sanguigna e rinforzare il sistema cardiovascolare.

– Avere un’alimentazione equilibrata, evitando cibi ricchi di grassi e sale.

 

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Carmine Orlando

Classe 1971, da oltre un decennio svolgo il lavoro di redattore web. Ho collaborato con molti siti ed essendo una persona poliedrica mi sono occupato di svariati argomenti, dall'astrologia alla salute, dalla politica al fisco, dalla tv allo sport. Ma mi diletto anche nella stesura di articoli di terremoti, astronomia, cronaca, tecnologie e lotterie. Adoro scrivere ma anche leggere.

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