Mash, introduzione
Come riportato da mypersonaltrainer.it, la steatoepatite non alcolica (MASH) rappresenta un’infiammazione cronica del fegato, con un rischio aumentato nei soggetti affetti da obesità, diabete e resistenza insulinica. Tale condizione può rimanere asintomatica per un lungo periodo, pur favorendo lo sviluppo di fibrosi epatica e, nei casi più avanzati, di cirrosi. Un’indagine condotta negli Stati Uniti evidenzia un incremento della prevalenza di questa patologia tra la popolazione giovanile.
Mash, cos’è l’infiammazione al fegato
La steatoepatite associata a disfunzione metabolica, nota con l’acronimo di MASH (metabolic dysfunction-associated steatohepatitis), rappresenta una condizione infiammatoria cronica del fegato di natura metabolica disfunzionale, che può evolvere nel tempo verso la comparsa di fibrosi epatica e cirrosi, soprattutto nei soggetti affetti da diabete. Tale patologia si caratterizza per una lunga fase asintomatica durante la quale è ancora possibile intervenire per arrestare il danno epatico. La stetaosi epatica, comunemente definita “fegato grasso”, è una condizione altamente prevalente, interessando oltre il 25% della popolazione mondiale e il 55% degli individui diabetici e/o obesi. Questa condizione costituisce un fattore predisponente per lo sviluppo di steatoepatite non alcolica, una lesione epatica caratterizzata dall’ingrossamento del fegato dovuto all’accumulo di depositi lipidici nelle cellule epatiche. Il peggioramento del danno epatico può condurre alla formazione di cicatrici gravi, quali la cirrosi, e, in casi estremi, al carcinoma epatocellulare. In precedenza, questa patologia era denominata NASH (non-alcoholic steatohepatitis), ma attualmente è in corso una revisione terminologica che propone l’adozione del termine MASH, al fine di enfatizzare il ruolo dei fattori metabolici e includere anche i pazienti che non consumano quantità significative di alcol.
I sintomi della Mash
- Affaticamento
- dolore o sensazione di disagio localizzati nella regione superiore destra dell’addome;
- prurito cutaneo;
- splenomegalia (ingrossamento della milza);
- eritema palmare;
- ingiallimento della pelle e degli occhi (ittero).
Mash, fattori di rischio
La steatosi epatica è definita dalla presenza di un accumulo lipidico significativo in almeno il 5% degli epatociti, associato alla presenza di almeno un fattore di rischio cardiometabolico in assenza di un consumo rilevante di alcol. Tra tali fattori di rischio si annoverano:
- iperglicemia a digiuno o postprandiale;
- sovrappeso o obesità;
- ipertensione arteriosa;
- dislipidemia;
- resistenza all’insulina;
- diabete mellito di tipo 2;
- livelli elevati di trigliceridi nel sangue
Questo articolo non sostituisce il parere di un medico
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