Ecco i risultati di una ricerca condotta dal College Optometry della State University of New York
Negli ultimi decenni la miopia ha assunto i contorni di una vera e propria epidemia per il numero di nuovi casi che viene registrato nel mondo ogni anno, anche tra i bambini più piccoli. Secondo un recente studio pubblicato su Cell Reports ed effettuato dal College of Optometry della State University of New York, una delle cause principali di questa ondata di casi sarebbe da attribuire alla tendenza sempre più frequente a trascorrere il tempo in ambienti chiusi e poco illuminati.
Come è stata condotta la ricerca
A questi risultati si è giunti dopo l’effettuazione di alcuni test di laboratorio che sono stati condotti su 34 volontari, 21 miopi e 13 normovedenti. I partecipanti a questo studio sono stati invitati a mettere a fuoco ripetutamente, un occhio alla volta, degli obiettivi quadrati con luminosità e contrasto variabili. Attraverso queste indagini si è compreso come la quantità di luce che raggiunge la retina rappresenti un fattore chiave dello sviluppo della miopia, soprattutto quando si trascorre molto tempo in ambienti chiusi.
I tre comportamenti che sono stati valutati dagli esperti
I ricercatori hanno esaminato a fondo tre comportamenti associati alla visione di oggetti vicini. Il primo di questi comportamenti è la “accomodazione”, vale a dire il modo attraverso il quale gli occhi riescono a mettere a fuoco l’oggetto che guardano. È stato anche valutato approfonditamente il modo con cui gli occhi si rivolgono verso l’interno e il modo in cui le pupille si restringono. Sono state poi apportate delle modifiche per tenere conto dell’attivazione delle vie On e Off nella retina, responsabili dell’elaborazione della luce e del buio. Si è scoperto che il contrasto è più importante della luminosità quando si tratta di restringimento delle pupille e di modalità di rivolgimento degli occhi verso l’interno. Si è osservato come nei miopi gli occhi tendono essere rivolti verso l’interno in misura maggiore, anche prima della messa a fuoco. Nei miopi, inoltre, le pupille si restringono di più rispetto ai normovedenti.
Cosa si è scoperto
Attraverso questi meccanismi si è scoperto che nei miopi la messa a fuoco ha la priorità sulla luminosità. Per questa ragione si creerebbe un circolo vizioso che compensa eccessivamente e poi peggiora la situazione rendendo l’oggetto più sfocato. Si è anche compreso che la pupilla tende a restringersi nel momento in cui avviene la messa a fuoco di oggetti vicini in ambienti chiusi. Tutto ciò avverrebbe non per via della luminosità ma per rendere l’immagine più nitida.
In condizioni di scarsa illuminazione, questa combinazione ridurrebbe significativamente l’illuminazione retinica. Sappiamo con certezza che la miopia si verifica a causa dell’allungamento del bulbo oculare che non consente una percezione corretta delle immagini che si focalizzano sulla retina. Secondo le conclusioni a cui sono giunti gli scienziati, non sarebbe la visione offuscata a peggiorare la miopia, ma sarebbe la perdita di luce. Per questa ragione, se vengono prescritte lenti correttive molto più forti del dovuto, si verificherebbero la riduzione della luce e una cattiva messa a fuoco.
Alla luce di questi risultati è anche pensabile che la miopia possa svilupparsi nei bambini a causa della scarsa stimolazione retinica. Il fatto di rimanere a lungo in ambienti chiusi e di focalizzarsi con frequenza su ggetti vicini come smartphone, tv o PC, non possono che peggiorare la situazione. Ovviamente i risultati di questo studio dovranno essere comprovati da ulteriori studi, trattandosi di una ricerca condotta su un numero limitato di soggetti la cui vista, fra l’altro, non è stata misurata nel tempo. Il contenuto di questo articolo non sostituisce il parere di un esperto o di un medico.
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