Il norovirus come spauracchio sanitario alle Olimpiadi Milano Cortina 2026 tra atleti, staff e strutture
A fungere da spauracchio alle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026 è il norovirus, virus intestinale altamente contagioso che rischia di farsi strada tra atleti, squadre e lavoratori coinvolti nei Giochi. Il patogeno ha già colpito alcune atlete (la squadra di femminile di hockey su ghiaccio della Finlandia) e, data la sua velocità di propagazione, rischia di rappresentare un serio problema sia per chi affronterà le gare che per i lavoratori degli impianti sportivi e nelle strutture ricettive. Di cosa si tratta e come si manifesta il norovirus? Ecco tutto ciò che c’è da sapere, come riportato da FanPage.it.
Cos’è il norovirus
Il norovirus è un agente virale appartenente alla famiglia dei Caliciviridae ed è riconosciuto come una delle principali cause di gastroenterite acuta non batterica a livello mondiale. Il suo nome deriva da un’epidemia registrata nel 1968 a Norwalk, negli Stati Uniti, che ne permise l’identificazione. È comunemente definito “virus del vomito invernale” per la sua marcata stagionalità, con un’incidenza più alta nei mesi freddi. Durante l’inverno, infatti, la permanenza prolungata in ambienti chiusi e affollati favorisce la circolazione del virus. La trasmissione avviene prevalentemente per via oro-fecale, attraverso il contatto diretto con persone infette. Un ruolo importante è svolto anche da cibi, acqua e superfici contaminate.
I sintomi dell’infezione
L’infezione da norovirus si caratterizza per un periodo di incubazione breve, generalmente compreso tra 12 e 48 ore dall’esposizione. L’esordio dei disturbi è spesso improvviso e può manifestarsi in modo intenso. I sintomi più comuni (che si sono manifestati tra alcune atlete) prevedono nausea marcata, vomito e diarrea acquosa, crampi e dolore addominale, tutto accompagnato da una sensazione di malessere generale. In alcuni casi possono comparire febbricola, debolezza diffusa, cefalea e dolori muscolari. Nella maggior parte degli adulti sani l’infezione tende a risolversi nel giro di uno-tre giorni; tuttavia la rapida perdita di liquidi può aumentare il rischio di disidratazione, soprattutto nei soggetti più vulnerabili o sottoposti a forte stress fisico.
Rischi, gestione e implicazioni per gli atleti
Negli atleti olimpici il norovirus è un rischio significativo non solo dal punto di vista sanitario ma anche per la continuità dell’attività sportiva. Vomito e diarrea possono provocare disidratazione acuta, squilibri elettrolitici e un calo evidente delle energie, decisamente incompatibili con prestazioni ad alta intensità e ad altissimo livello agonistico. La gestione dell’infezione si basa su protocolli di isolamento, sanificazione degli ambienti e controllo dei contatti, come avvenuto nel Villaggio Olimpico di Milano. Il trattamento è sintomatico e punta soprattutto alla reidratazione (senza antibiotici). Il rientro all’attività sportiva è ovviamente raccomandato solo dopo la totale risoluzione dei sintomi e il recupero delle condizioni fisiche ottimali.
Giornalista pubblicista dal 2013, esperto e specializzato in calcio e altri sport ma anche spettacoli tv, attualità, cronaca e salute.