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Martedì 3 Novembre
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Osteoporosi, i segnali da non trascurare dopo i 50 anni: ecco cosa osservare

Alcuni segnali del corpo non vanno trascurati e necessiterebbero di approfondimenti diagnostici

Osteoporosi, i segnali da non trascurare dopo i 50 anni: ecco cosa osservare
Osteoporosi, rimedi e rischi (foto Pixabay)

L’osteoporosi è una malattia spesso senza sintomi e senza disturbi evidendi: i soggetti più a rischio

L‘osteoporosi colpisce milioni di persone, soprattutto donne dopo la menopausa, ma può interessare anche gli uomini con l’avanzare dell’età. Il problema principale è che nelle fasi iniziali non provoca dolore nè disturbi evidenti, tanto da essere definita una “malattia silenziosa“. La progressiva perdita di densità ossea rende infatti le ossa più fragili e soggette a fratture anche in seguito a piccoli traumi o cadute apparentemente innocue. La riduzione della statura, ad esempio,  è uno dei segnali più sottovalutati riguarda la perdita di alcuni centimetri di altezza nel corso degli anni. Se una persona over 50 nota di essersi abbassata di 3-4 centimetri rispetto alla statura abituale, potrebbe trattarsi di microfratture vertebrali causate dall’indebolimento delle ossa. Questo fenomeno tende a verificarsi lentamente e spesso passa inosservato fino a quando non viene rilevato dal medico.

Mal di schiena frequente e persistente e postura curvata

Non tutti i dolori alla schiena sono legati all’osteoporosi, ma quando il fastidio è continuo, soprattutto nella zona dorsale o lombare, è bene approfondire. In alcuni casi il dolore può essere la conseguenza di piccole fratture vertebrali da compressione, che si verificano senza traumi importanti e possono compromettere la qualità della vita. La comparsa di una postura progressivamente piegata in avanti è un altro segnale da non sottovalutare. Con l’indebolimento delle vertebre, infatti, la colonna vertebrale può subire deformazioni che portano a un accentuarsi della cifosi dorsale, la cosiddetta “gobba della vedova“, particolarmente frequente nelle persone anziane con osteoporosi avanzata. Probabilmente il segnale più evidente è rappresentato dalle fratture che si verificano a seguito di eventi banali come una semplice caduta da fermo o un movimento brusco. Anche un colpo apparentemente lieve o il sollevamento di un peso non eccessivo può causare lesioni ossee. In genere polso, anca e vertebre sono le aree più frequentemente interessate.

I soggetti più a rischio e i controlli

Fra i soggetti più a rischio di sviluppare osteoporosi le donne in menopausa, poichè la diminuzione degli estrogeni accelera la perdita di massa ossea, soprattutto nei primi anni successivi alla menopausa. La familiarità, la scarsa attività fisica, la sedentarietà contribuisce alla perdita di densità ossea e muscolare, la carenza di calcio e vitamina D, fumo e alcol, sono altri fattori che possono accrescere il riischio.  Dopo i 50 anni è consigliabile discutere con il proprio medico dell’opportunità di eseguire una MOC (Mineralometria Ossea Computerizzata), l’esame che misura la densità minerale delle ossa e permette di individuare precocemente una riduzione della massa ossea. La diagnosi tempestiva può consentire di intervenire con cambiamenti dello stile di vita, integrazione nutrizionale o terapie specifiche prima che si verifichino fratture potenzialmente invalidanti.

La prevenzione resta l’arma più efficace

Camminare regolarmente, svolgere attività fisica adeguata all’età seguire una dieta ricca di calcio e vitamina D ed evitare il fumo rappresentano le strategie più efficaci per proteggere la salute delle ossa. Poichè l’osteoporosi può svilupparsi per anni senza sintomi evidenti, imparare a riconoscere i segnali precoci e sottoporsi ai controlli consigliati può fare una grande differenza nel preservare autonomia e qualità della vita dopo i 50 anni.

Marco Antonio Tringali

Marco Antonio Tringali

Redattore presso Centro Meteo Italiano, dove mi occupo di attualità, economia, salute, scienza e divulgazione. Negli anni ho collaborato con diverse realtà editoriali online approfondendo temi legati alle politiche sociali, alla previdenza, alla medicina e alla ricerca scientifica. Il mio lavoro si concentra sull'analisi e sulla divulgazione di notizie provenienti da fonti istituzionali, enti di ricerca e pubblicazioni scientifiche nazionali e internazionali.

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