Per giungere a questa conclusione sono stati passati al setaccio i dati di 43 studi precedenti
Alcuni mesi fa il governo statunitense aveva diffuso alcune perplessità sull’uso del paracetamolo in gravidanza, paventando il rischio che il nascituro possa sviluppare autismo o deficit di attenzione e iperattività (ADHD). Un recente studio pubblicato in questi giorni su The Lancet, al fine di scongiurare panico e ansia tra le gestanti, ha cercato di dirimere ogni dubbio facendo chiarezza sul legame tra paracetamolo e autismo.
La ricerca che smentisce la correlazione
L’esito di questa ricerca ha confermato che non esisterebbe alcuna connessione tra paracetamolo e aumento del rischio di autismo, ADHD o disabilità intellettiva nel bambino se assunto in gravidanza. Pertanto via libera all’assunzione di farmaci con questo principio attivo per curare febbre e infiammazioni. I ricercatori hanno condotto un’ampia revisione sistematica e una meta-analisi, basando la propria ricerca sui dati che sono emersi in precedenza da altri studi precedenti.
Come è stato condotto lo studio
L’equipe di ricercatori ha “assemblato” e passato al setaccio i dati di 43 studi che vertevano sulla maggiore probabilità che i bambini esposti al paracetamolo nell’utero, ricevessero in seguito una diagnosi di autismo, ADHD o disabilità intellettiva. In particolar modo, questa analisi si è concentrata confrontando i fratelli. Gli studi tra fratelli si basano proprio sul confronto tra fratelli della stessa famiglia, dove uno ha usato paracetamolo durante la gravidanza e l’altro no. La scelta di optare per questo tipo di confronto non è casuale. Infatti, la genetica condivisa, l’ambiente domestico e il background familiare dei fratelli, eliminerebbero altri fattori che potrebbero condizionare il risultato finale dell’indagine.
Conclusione
Attraverso queste indagini approfondite, non sarebbe emersa alcuna alcun differenza significativa tra i fratelli. Pertanto gli scienziati hanno concluso che non vi sarebbe alcuna associazone tra assunzione di paracetamolo in gravidanza e maggior rischio di autismo, ADHD o disabilità intellettiva nei bambini. Alla luce dei risultati di questo studio i farmaci a base di paracetamolo, se utilizzati seguendo le prescrizioni mediche e i dosaggi indicato dai medici, non rappresentano una minaccia per i nascituri. I risultati di questo studio hanno avallato i risultati di un precedente studio del 2024, condotto in Svezia, che ha coinvolto quasi 2,5 milioni di bambini, che era giunto alle medesime conclusioni.
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