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Parkinson, quali sono i segnali meno noti che possono precedere la diagnosi della malattia

Morbo di Parkinson, ecco i sintomi precoci (spesso ignorati) e i segnali meno noti da riconoscere per una diagnosi tempestiva

Parkinson, quali sono i segnali meno noti che possono precedere la diagnosi della malattia
Morbo di Parkinson - Foto Parkinsonitalia.it

Il morbo di Parkinson è tra le malattie più subdole e invalidanti, tuttavia alcuni segnali iniziali possono aiutare a riconoscerlo in anticipo

Il morbo di Parkinson è una delle patologie neurodegenerative più complesse e invalidanti che possano colpire una persona, spesso caratterizzata da un’evoluzione lenta e difficile da individuare nelle fasi iniziali. Proprio per questo motivo, riuscire a intercettare i primi segnali può fare la differenza nel percorso di cura e nella qualità della vita. In molti casi, infatti, i sintomi compaiono anni prima della diagnosi vera e propria, ma tendono a essere sottovalutati o confusi con disturbi comuni. Ecco quali sono i i segnali meno noti che possono precedere la diagnosi della malattia, come riportato da Ansa.it.

I sintomi meno noti

Tra i segnali iniziali meno evidenti del Parkinson ci sono disturbi del sonno caratterizzati da sogni molto agitati e movimentati, che possono precedere di anni i sintomi più riconoscibili. Un altro campanello d’allarme è la perdita o la riduzione dell’olfatto, spesso trascurata ma significativa. Anche cambiamenti apparentemente banali, come una scrittura che diventa progressivamente più piccola o una voce che si fa più debole, possono indicare alterazioni neurologiche. A questi si aggiungono sintomi come la stitichezza persistente che può comparire molto prima dei disturbi motori.

Altri segnali

Oltre ai segnali meno conosciuti, esistono manifestazioni più tipiche che però possono emergere gradualmente e non essere subito collegate al Parkinson. Tra queste rientrano tremori, rigidità muscolare e movimenti rallentati, sintomi che tendono a comparire quando la malattia è già più avanzata. A livello globale, il Parkinson interessa oltre 6,5 milioni di persone mentre in Italia si stima che più di 300mila individui convivano con questa patologia.

Trattamenti e gestione

Sebbene non esista una cura definitiva per il Parkinson, oggi sono disponibili diverse strategie per gestire la malattia e rallentarne la progressione. L’attività fisica regolare è considerata uno degli strumenti più efficaci per proteggere la salute del cervello e mantenere la mobilità. Anche l’alimentazione gioca un ruolo importante: una dieta equilibrata, ricca di frutta e verdura, contribuisce al benessere generale e al controllo del peso. Il sonno di qualità è un altro elemento fondamentale, perché favorisce i processi di recupero cerebrale. Infine, è essenziale mantenere un dialogo costante con il medico e segnalare anche i più piccoli cambiamenti.

Questo articolo non sostituisce il parere di un medico

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Marco Reda

Giornalista pubblicista dal 2013, esperto e specializzato in calcio e altri sport ma anche spettacoli tv, attualità, cronaca e salute.

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