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Piangere fa davvero bene all’umore? Ecco i risultati sorprendendi di una ricerca

Secondo gli studiosi è possibile che il pianto possa davvero rappresentare un toccasana per l'umore, ma con qualche distinguo: ecco i dettagli

Piangere fa davvero bene all’umore? Ecco i risultati sorprendendi di una ricerca
Piangere fa bene all'umore? (foto Pixabay)

La ricerca ha evidenziato come il pianto non sia in grado di riportare il buon umore in poco tempo: ecco cosa si è scoperto

Davanti alle negatività della vita o semplicemente dinnanzi ad una emozione fortissima, il pianto rappresenta da sempre una valvola di sfogo. Quando si raggiunge un certo limite a livello emotivo, le spalle si irrigidiscono e la gola si stringe. E’ normale poi esplodere in un pianto liberatorio che ci alleggerisce del peso del cortisolo, ritrovando un certo equilibrio anche a livello ormonale. Ma piangere ci aiuta davvero a ritrovare il buon umore? A dare una risposta a questa domanda ci ha provato una ricerca pubblicata su Collabra Psychology, la rivista specializzata della Society for the Improvement of Psychological Science.

Gli autori dello studio

Vi sono prove concrete che dimostrano come il pianto sia in grado di rallentare il battito cardiaco, distendere i muscoli e mandare segnali positivi al cervello. Una valvola di sfogo fondamentale per alleggerire il peso delle negatività e delle emozioni. Lo studio in questione coordinato dallo psicologo, Stefan Stieger, ha dato però dei risultati contraddittori che in parte sfatano alcuni miti legati alle lacrime. La ricerca condotta su 106 adulti tra Austria e Germania, ha analizzato a fondo lo stato emotivo dopo ogni episodio di pianto dei partecipanti per un periodo di quattro settimane.

Cosa si è scoperto

E’ stato chiesto ai partecipanti di registrare con cura le loro sensazioni a distanza di 15, 30 e 60 minuti dall’episodio di pianto, elaborando poi una conclusione alla fine della giornata. Si è scoperto che l’87% delle persone che ha pianto durante la fase di monitoraggio, non ha riscontrato miglioramenti immediati all’umore dopo l’episodio. In questi soggetti le emozioni negative tendevano a persistere o addirittura ad intensificarsi nel breve periodo. Nel corso dello studio le donne hanno pianto molto più degli uomini (quasi il doppio) con una differenza sostanziale. Chi ha pianto perchè si è emozionato (per la visione di un film ad esempio) ha visto il proprio umore migliorare sensibilmente. Mentre piangere per un episodio particolarmente spiacevole (un lutto ad esempio) non ha rappresentato una vera e propria valvola di sfogo e ha fatto registrare pochi miglioramenti sul piano umorale.

Conclusione

I risultati di questo studio, seppur sorprendenti, di fatto dimostrano ben poco sugli effetti del pianto anche perchè la ricerca ha avuto il limite di confrontare chi piange e chi prova emozioni intense senza lacrime. E’ possibile che il pianto possa davvero rappresentare un toccasana ma non con effetto immediato. Di fatto può aiutare a ridurre l’aggressività e quindi rappresenta sicuramente un buon punto di partenza. Serviranno ulteriori studi che sappiano fare distinzioni da caso a caso per capire davvero gli effetti sull’umore di una crisi di pianto.

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Marco Antonio Tringali

Coltivo da anni la passione per la scrittura e per i social network. La ricerca della verità, purchè animata da onestà intellettuale, è una delle mie sfide. Scrivo da diversi anni per importanti siti di informazione che mi danno l'opportunità di dare sfogo alla mia passione innata per il giornalismo.

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